Rassegna storica del Risorgimento
PASSERIN D'ENTR?VES ETTORE
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1990
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Libri e periodici
alla biografìa del personaggio, sottolineandone vicende personali ed umane, ponendo In luce aspetti di un carattere dì grande dirittura ed onestà.
Ciò che suscita invece qualche riserva è il tentativo, non sempre riuscito, di seguire una via a mezzo tra la divulgazione e lo studio con rigorosi criteri scientìfici, come appare dalle note e dalla bibliografia. Nelle prime, non poche imprecisioni, e troppo affidamento su studi ormai datati, scarsamente accettabili o da usarsi con molta cautela. La seconda è posta senza un criterio, né in ordine alfabetico né cronologico, ed è discutibile per quanto riguarda il criterio di selezione: sono elencati saggi del tutto superflui, mentre ne mancano altri certo più pertinenti.
Ne deriva, accanto ad una indiscutibile conoscenza del personaggio Cairoli, un discorso talora confuso e impreciso quando si passa a considerazioni di storia generale, non sempre sufficientemente approfondita. Un esempio per tutti: per il periodo 1861-1862 si confondono Comitati di Provvedimento ed Emancipatrice, e non viene colta l'opera delicata di Cairoli in una sinistra rivoluzionaria profondamente divisa: una consultazione dei saggi di Renato Composto poteva offrire, in questo caso, un quadro preciso.
Le ombre che riguardano il metodo non impediscono di apprezzare l'impegno di un appassionato che, ci auguriamo, potrà tener conto di questi rilievi per continuare con più meditata selezione critica i suoi studi.
BIANCA MONTALE
Marco Minghetti statista e pensatore politico. Dalla realtà italiana alla dimensione europea, a cura di R. Gherardi e N. Matteucci; L'organizzazione della politica. Cultura, istituzioni, partiti nell'Europa liberale, a cura di N. Matteucci e P. Pombeni; Bologna, il Mulino, 1988, in 8, pp. 416, 543. S.p.
In due volumi contenenti saggi di ampio respiro culturale e di profonda competenza scientifica, la casa editrice il Mulino ha raccolto gli atti di un convegno svoltosi nell'ottobre del 1987 a Bologna. Curatori ne sono stati gli stessi organizzatori delle giornate di studio: Raffaella Gherardi, da tempo impegnata studiosa dell'uomo politico bolognese e curatrice, tra l'altro, di un volume di Scritti politici dello stesso Minghetti (Roma, Presidenza del Consiglio dei Ministri, 1986) presentato durante i lavori del convegno; Paolo Pombeni, profondo conoscitore della politica europea ottocentesca (sempre per l'ed. il Mulino ha curato nel 1986 il volume La trasformazione politica nell'Europa liberale 1870-1890) e Nicola Matteucci, storico delle dottrine politiche e studioso di fama indiscussa del liberalismo e del costituzionalismo europeo ed extraeuropeo (per tutti basterà ricordare i volumi // liberalismo in una democrazìa minacciata, 1981 e La rivoluzione americana: una rivoluzione costituzionale, 1987, entrambi editi da il Mulino).
I due volumi, che ripercorrono integralmente le giornate del convegno, offrono uno spettro variegato e composito della cultura politica europea ed italiana del XIX secolo da cui emerge la dimensione internazionale dello statista bolognese: anzi, come spesso viene sottolineato, Minghetti diviene il trait-d'union per eccellenza tra realtà italiana e dimensione europea. È vero che connotare il liberalismo europeo di fine Ottocento è estremamente arduo per le realtà specifiche che vennero delineandosi caso per caso (il conservatorismo bismarckiano e l'imperialismo britannico, per ricordare solamente le più eclatanti) e che i saggi di Mommscn, Feuchtwauger, Blackome e Mayeur ampiamente fanno emergere. Ma proprio attraverso le contraddizioni di cui i saggi danno conto, in particolare sottolineando come quelli di fine Ottocento siano decenni di passaggio tra la realizzazione di premesse che si erano poste nella battaglia europea per lo Stato costituzionale e l'emergere di uno stato di crisi di queste istituzioni, appare ancora corretta e significativa la definizione di quel periodo come età liberale, per quanto in essa fu dibattuto e costruito per fondare e riorganizzare l'edificio costituzionale europeo.
Quanto Minghetti fu parte di quella cultura e più ancora quanto ne traspari nel