Rassegna storica del Risorgimento

PASSERIN D'ENTR?VES ETTORE
anno <1990>   pagina <406>
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406 Libri e periodici
tico di Montanelli, Paolo Bagnoli, che in questo lavoro prende in considerazione le sue concezioni sulla democrazia e sullo Stato, cioè su due delle questioni più dibattute dai protagonisti delle lotte che portarono alla formazione dell'Italia moderna. Il libro rico­struisce nelle pagine iniziali il clima politico e culturale della Toscana dopo la Restau­razione, vista tra continuità ed innovazione , soffermandosi in modo particolare sul-VAntologia di Vieusseux e sui moderati più rappresentativi del Granducato, perché su questo sfondo avvenne la formazione del triumviro toscano.
Ma nel 1848 il patriota di Fucecchio si distaccò completamente dalla moderata classe dirigente della Toscana, acquistando responsabilità di governo con i democratici e lanciando la famosa proposta della Costituente, su cui A. M. Ghisalberti ha scritto pagine ancor oggi insuperate; ed è in questi frangenti che l'A. vede radicarsi in Montanelli un concetto dell'unità italiana non improntata sull'accentramento, quale fu poi ripreso e più ampiamente sviluppato nei famosi articoli apparsi su La Nuova Europa; questi, raccolti in un volume per i tipi di Luigi Ricci, personaggio di spicco nel lavorio clandestino pre­quarantottesco, sono ripresentati in quest'opera <pp. 213-299) insieme ad un inedito rin­venuto presso l'Archivio di Stato di Firenze, L'Unità e le regioni italiane (pp. 303-321), a dimostrazione dì quanto l'uomo politico toscano fosse interessato all'ordinamento dello Stato, come si deduce anche da un altro suo manoscritto inedito di appunti sull'organizza­zione statale della Francia, che segnaliamo giacente presso il Museo del Risorgimento di Milano.
Secondo Bagnoli è, però, durante l'esilio che Montanelli elaborò organicamente il suo pensiero politico, che è ricavabile da una serie di scritti che presero le mosse dal ripensamento critico sulle vicende quarantottesche; infatti diede allora un importante con­tributo al dibattito tra i democratici pubblicando, tra l'altro, la famosissima Introduzione ad alcuni appunti storici sulla rivoluzione d'Italia, in cui rifletté sulla rivoluzione, che per Bagnoli è da intendere, nella sua dimensione concettuale, come un mezzo di espres­sione politica per un assetto statuale basato sulla libertà (p. 68).
L'A. ritiene inoltre che le idee montanelliane sulla organizzazione della comunità sociale, che ritroviamo nel 1860, siano già presenti nel '51, quando cioè per il patriota di Fucecchio la statualità non era una sostanza che derivava dalla forma istituzionale che regge lo Stato , ma era l'organizzazione politica di un sistema democratico autonomo e indipendente (p. 78), per cui la formazione dello Stato doveva maturare dal comune che organizza e disciplina la società politica intesa come entità autonoma e responsabile (p. 81).
Quanto poi al socialismo montanelliano, l'A. Io vede soprattutto come un dato spirituale, che in Montanelli scaturisce non solo dall'influenza del sansimonismo, soprattutto nella versione di Enfantin, e nelle discussioni che vi furono nella Francia post-quarantottesca, ma anche dal ritenere che rivoluzione ed istanze sociali erano inscin­dibili.
Si potrebbe continuare ancora a scandagliare questo studio di Bagnoli, ma crediamo che quanto detto sia sufficiente a far comprendere che ci troviamo di fronte ad un libro serio ed Interessante, che tra l'altro riesce, grazie all'angolazione adottata, sia ad approntare una lettura del pensiero politico di Montanelli da cui emerge un'intima coerenza, sìa a fornire strumenti utili perché veda finalmente la luce ima biografia di questo dissidente del Risorgimento .
GIOVANNI LUSERONI
ALESSANDRA ANTEGHINI, Socialismo e femminismo nella Francia del XIX secolo: Jenny d'Héricourt (Quaderni dell'Istituto di Scienza Politica, Università di Genova, Pen­siero politico 10); Genova, EOIG, 1988, in 8, pp. 191. S.p.
La presenza femminile nel dibattito politico del XIX secolo e in particolare in quello che si accompagna all'affermarsi del socialismo è sicuramente maggiore di quanto la storio-