Rassegna storica del Risorgimento
PASSERIN D'ENTR?VES ETTORE
anno
<
1990
>
pagina
<
407
>
Libri e periodici j 407
grafia abbia finora messo ìn evidenza. Far emergere dalla semi-oscurità in cui fino ad oggi sono state relegate figure di donne protagoniste in campo culturale, sociale ed economico è un impegno, relativamente recente, che studiose storiche politiche e non si sono assunto come proprio e specifico. Ai primi lavori di Franca Pieroni Bortolotti, si sono affiancati, per ricordare solo i più recenti, quelli di Anna Rossi Doria, Gianna Pomata e Annarita Buttafuoco, e le esperienze condotte attorno alle riviste Memoria e D W F. Un importante momento di riflessione ha significato anche il convegno svoltosi nella scorsa primavera a Milano dall'accattivante titolo Donna Lombarda , che ha colto il ruolo e la presenza femminile dall'Ottocento a oggi in vari campi, da quello politico-sociale a quello culturale-artistico, in un ambiente territorialmente limitato, ma ricco di valori e proposte che vanno aldilà del ristretto contesto geografico.
Se in Italia dobbiamo attendere la seconda metà dell'Ottocento per trovare figure di donne che, in maniera non episodica pionieristica o occasionale, si sono battute per remancipazione femminile, in altri paesi democraticamente più avanzati in specifico quelli di cultura anglosassone e la Francia il movimento femminista cominciò a farsi sentire già nella prima metà del XIX secolo. Jenny d'Héricourt, di cui A. Anteghini traccia un profilo politico-biografico in questo stimolante volume, ne è un significativo esempio. Figura interessante la d'Héricourt, scrittrice colta e accesa polemista, fu protagonista sia del dibattito sul ruolo della donna nella società, avviatosi all'interno del nascente movimento socialista ne fa fede l'intensa polemica sostenuta con Proudhon, che avrebbe voluto la donna relegata all'interno della famiglia, totalmente estranea alla vita pubblica e sociale sia dei tentativi concreti di far uscire la donna dalla casa inserendola nel mondo del lavoro e dandole un'istruzione specifica, non per questo inferiore a quella dell'uomo.
Se si può dire che la sua vis polemica traesse origine dalle esperienze vissute nella Francia rivoluzionaria del quarantotto, quando le donne poterono liberamente parlare dalle tribune dei club maschili, è altrettanto vero che molte delle sue convinzioni nacquero e si svilupparono dal vissuto personale. Studiosa di medicina si batté perché alle donne fosse riconosciuto l'accesso alla carriera medica e, in una prospettiva ancora più avanzata per quei tempi, perché ad esse fosse consentita non solo un'istruzione superiore, ma anche la possibilità una volta conseguito il titolo di studio opportuno di esercitare qualsiasi professione.
Istruzione, voto, divorzio, ruolo sociale autonomo della donna furono tanti cavalli di battaglia delle rivendicazioni femministe degli anni successivi, e gli scritti della d'Héricourt, tutti quelli apparsi tra il 1841 e il 1870, costituirono una sicura base di dibattito per tutto il movimento emancipazionista ottocentesco. In un momento come quello attuale in cui, con altri toni, la riflessione sul ruolo sociale della donna ha ripreso vigore è importante dunque far riemergere dal silenzio le figure di queste protagoniste, sia pure senza enfasi, ma in maniera critica e accurata come fa in questo volume l'Anteghini,
FLORENZA TAROZZI
Benedetto Musolino. Il Mezzogiorno nel Risorgimento tra Rivoluzione e Utopia. Atti del convegno storico in Pizzo 15/16 novembre 1985; Vibo Valentia, Qualeculturaj Milano, Jaca Book, 1988, in 8, pp. 227. L. 25.000.
Pubblicando gli atti di questo convegno storico dedicato a Benedetto Musolino, grazie anche ad una coedizione tra le case editrici Qualecultura e Jaca Book, il Comitato Promotore ed il Comune di Pizzo si sono ripromessi di estendere, oltre che approfondire, la conoscenza del patriota e rivoluzionario calabrese. A questo fine aveva lavorato a lungo Giuseppe Berti, studiando in vari saggi il personaggio, riordinandone l'archivio di famiglia e curandone l'opera inedita Giuseppe Mazzini e i rivoluzionari italiani, che però,