Rassegna storica del Risorgimento
PASSERIN D'ENTR?VES ETTORE
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1990
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410
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Libri e periodici
e di combattività con la conoscenza del terreno e con particolarissimi motivi di rancore e di odio verso l'avversario dovuti a beghe di campanile.
Il libro, ricco di illustrazioni e di documenti originali, riportati in extenso , dotato di un indice dei luoghi e delle cose notevoli, minuzioso ed assai curato nel limitato campo che forma l'oggetto dello studio, non tralascia alcuna fonte, alcun suggerimento. Un tipico buon esempio di storia locale.
PIERO CROCIANI
SALVATORE COSTANZA, La patria armata. Un episodio della rivolta antileva in Sicilia (Collana di monografie e ricerche storiche, volume VII, Comitato Provinciale di Trapani dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano); Trapani, Corrao Editore, 1989, in 8, pp. 439. L. 50.000.
H libro prende lo spunto da un episodio, a prima vista, di storia minore, locale, quasi ai margini della cronaca: una sommossa, verificatasi nel Capodanno del 1862 contro i cutrara i proprietari terrieri di Castellammare del Golfo che si erano divisi la cutra , la coperta impadronendosi delle terre feudali e demaniali ed erigendosi ad arbitri del potere amministrativo locale, sommossa che ha come elemento scatenante l'introduzione della coscrizione obbligatoria (da qui il titolo del libro), fino ad allora sconosciuta in Sicilia.
Partendo da quest'episodio minore, di per se quasi trascurabile, e risalendo alle cause remote e prossime di questa jacquerie ed alle circostanze che ne caratterizzarono la repressione, l'autore riesce a darci un quadro di ampio respiro, una documentazione esaustiva e probante della nascita e dell'avvento al potere di una certa borghesia terriera siciliana che viene se non a coincidere con la mafia certo a costituirne la facciata ufficiale ed il supporto indispensabile. E questo ampliarsi del tema del saggio, che supera nettamente l'ambito della storia locale intesa nel senso municipalistico del termine, questo ricostruire la storia con ricerche orientate in ogni direzione, sfruttando ogni possibile fonte, quest'impegno civile e morale, che caratterizza l'opera, costituiscono il merito maggiore del libro.
Per giungere all'episodio, ai tre giorni della sommossa, Costanza parte da una descrizione dei luoghi, dell'ambiente, del paesaggio, delle colture, per passar poi alla graduale formazione di una nuova classe di proprietari che sa approfittare dell'eversione della feudalità e, in seguito, della mano morta ecclesiastica e dei beni demaniali per impadronirsi di quasi tutta la terra disponibile, tagliando fuori i piccoli proprietari ed i bracciali che sino ad allora erano riusciti in qualche modo a barcamenarsi con enfiteusi ed usi civici. Dalla roba al potere locale il passo è breve e per impadronirsene due fazioni rivali sfruttano i rivolgimenti politici del 1848-49 e del 1860, proclamandosi nominalmente liberali o borbonici, semplici etichette per due fazioni che tendono solo all'esercizio del potere {come rileveranno di volta in volta gli ufficiali borbonici ed italiani incaricati del ristabilimento dell'ordine), mentre partendo dalla campagna la mafia diventa gradualmente mediatrice ed arbitra della sicurezza interna e della tutela della proprietà, ruolo che emergerà chiarissimo nelle fasi processuali che seguiranno alla dura repressione del moto di piazza.
L'ottimo lavoro del Costanza è stato reso possibile soprattutto dall'uso esteso ed accorto di fonti archivistiche solitamente un po' trascurate dagli storici locali, quali le risultanze catastali e le carte notarili. Completano il libro, oltre ad un'appendice documentaria, un breve saggio sul brigantaggio siciliano post-unitario (scaturito spesso, come la rivolta dì Castellammare, dall'introduzione della coscrizione obbligatoria) e sulle sue connessioni con la mafia ed alcuni canti e poesie in dialetto, testimonianze etno-storiche come le definisce l'autore dell'impatto che gli eventi del decennio 1860-1870 ebbero sulle classi popolari siciliane.