Rassegna storica del Risorgimento
PASSERIN D'ENTR?VES ETTORE
anno
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1990
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pagina
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411
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Libri e periodici
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Rubando a Franco Della Peruta le parole conclusive della sua presentazione al volume, diremo che il libro di Costanza è un'opera documentata e pensata, una ricostruzione storica viva e soggettiva, un'opera che esce senz'altro dai limili abituali della storia locale e della quale può esser orgoglioso, oltre naturalmente all'autore, anche il Comitato di Trapani del nostro Istituto sotto la cui egida è stato pubblicato il volume.
PIERO CROCIANI
ZARA OLIVIA ALGARDI, Luigi Negrelli. L'Europa. Il Canale di Suez (Quaderni di storia, 76); Firenze, Le Monnier, 1988, in 8, pp. x-396. L. 30.000.
La nazionalità, i sentimenti di patria, la cittadinanza di un uomo hanno leggero peso nella storia se raffrontate a un'opera duratura che egli abbia compiuto e che sia divenuta patrimonio di tutta l'umanità: come per una grande opera d'arte, così per un'opera della scienza o della tecnica come il Canale di Suez (pp. 153-154); in queste brevi righe è forse sintetizzato il vero e più profondo messaggio di questo volume, dedicato da Zara Olivia Algardi alla figura di Luigi Negrelli e pubblicato nella prestigiosa collana dei Quaderni di storia diretta da Giovanni Spadolini ed edita per i tipi della Le Monnier.
Tralasciando volutamente le sterili ed interminabili polemiche sulla nazionalità del vero progettista del Canale (fu austriaco od italiano?), l'A. ha inteso piuttosto, sagacemente, sottolinearne la notevole statura morale e professionale, che ne fecero per alcuni versi uno dei pionieri dell'unità europea, e questo tanto per la mentalità che per le opere realizzate. Nel suo accurato studio, infatti, l'Algardi non si è limitata a ricostruire le complesse vicende che portarono, infine, alla realizzazione del Canale di Suez (compito, di per sé, tutt'altro che semplice), ma ha voluto pazientemente ed accuratamente ricomporre l'intera biografia del Negrelli, riuscendo a fornire cosi una immagine completa tanto dell'uomo che del professionista, vale a dire quella di un ingegnere realmente e meritatamente di fama europea, che contribuì in maniera determinante al miglioramento delle vie di comunicazione continentali attraverso la progettazione e la realizzazione di importanti reti stradali, ferroviarie e fluviali.
Tutto questo emerge chiaramente dall'opera dell'Algardi, cimentatasi in un argomento a lei particolarmente caro ed in parte già oggetto della sua seconda (dopo quella in giurisprudenza) tesi di laurea, quella in storia delle relazioni internazionali, conseguita presso il prestigioso e noto Cesare Alfieri di Firenze, tesi dedicata, appunto, alla storia della realizzazione del Canale di Suez. Un interesse, il suo, coltivato negli anni a seguire con pari passione e culminato, nel 1969, nella partecipazione al Comitato per le onoranze a Luigi Negrelli (coincidenti con il centenario del Canale) e la pubblicazione di una lunga serie di saggi, tra cui quello dal titolo Il Canale di Suez nella visione idealistica di Luigi Negrelli (pubblicato nel volume Luigi Negrelli e il Canale di Suez, Società di studi trentini di scienze storiche, Trento, 1969) che, opportunamente aggiornato ed ampliato è stato in gran parte ripreso in occasione della realizzazione di questo volume.
Frutto, dunque, di una lunga quanto accurata ricerca documentaria (agevolata dalla conoscenza diretta di alcuni dei discendenti dell'ingegnere trentino) e bibliografica, si può affermare che il volume getti, finalmente, una nuova luce sulla reale paternità del progetto del Canale di Suez, attribuibile senza dubbio alcuno, a detta dell'Algardi esperta anche di diritto d'autore ed autrice di un volume in proposito, La tutela dell'opera dell'ingegno e il plagio al Negrelli, nonostante la diversa valutazione sinora fornita con ostinazione dalla maggioranza della storiografia straniera.
VINCENZO FANNINI