Rassegna storica del Risorgimento

LEGA DOGANALE ; MORICHINI CARLO LUIGI
anno <1914>   pagina <612>
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Fernanda Q-mriiM
M? incontro il Piemonte ritrae dalle sue ben diciannove mi­lioni, mentre ha una popolazione di quattro milioni e mezzo, che eguaglia quella della Toscana e dello Stato Pontificio insieme; supponendo adunque che fatta la lega, i proventi rimangano i me desimi, la rendita degli stati coUegati sommerebbe a trentun mi lione circa. E se questa rendita si dovesse ripartire in ragion di popolazione il Piemonte non ne prenderebbe se non la metà, ciojè.,, quindici milioni e mezzo : e per conseguenza perderebbe tre in quattro milioni della sua rendita attuale,* a benefìcio degli altri due stati collegati. A che mi pare assai difficile ch'esso voglia con­sentire.
La considerazione poi delle difficoltà che presenta la custodia dei confini doganali attuali dello Stato Pontificio,-1 quali nella lega sparirebbero, non è sufficiente a spiegare il contrabbando. Giacché il Piemonte risponde ch'esso ha dalla parte sua non mi­nori difficoltà: la catena delle Alpi, gli Appennini di Piacenza, la riviera di Genova, il Lago maggiore.
Un' ultima parola mi permetterò intorno al Ducato di Parma. * n Oav. Martini vorrebbe che anche a questo la lega doganale fosse almeno proposta, affinchè non paresse gli st rifiutasse un luogo fra le sovranità Italiane. H Governo Piemontese che soffre dalla parte di Piacenza il maggior contrabbando, gradirebbe cer­tamente assai che la linea del Po fosse il confine della Lega verso la Lombardia.; e se potesse ottenerlo, potrebbe forse offrire più facili condizioni agli altri collegati; M per mia parte ho dichia­rato che le mie istruzioni non mi chiamavano a Parma, ma che neppure avevo istruzione di oppormi quando gli altri credessero di.fare anche là un tentativo: solamente osservavo che forse oggi à tentativo non riuscirebbe, e all'incontro di -qui'1 a- non molto tempo Parma stessa domanderebbe facilmente di' essere ricevuta nella lega. Ho creduto però necessario che anche questo non fosse dall'Eminenza V.ra ignorato.
Torino, 31 ottobre 1847 .
La premura del Martini per l'inclusione del ducato di Parma nella Lega è coordinata all'urgenza della Toscana di isolare in
i CM.