Rassegna storica del Risorgimento
BALLA GIACOMO; MERLONI GIOVANNI; SOCIALISMO ROMA 1900-1910
anno
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1991
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pagina
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40
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T Giuseppe Barbalace
Quadriennale di Belle Arti di Torino, Il quarto stato. Nel medesimo periodo viene tradotto, in italiano, Cos'è l'arte di Tolstoi. Di tutto ciò risente il prefuturista Balla e, con i suoi allievi Boccioni e Severini, fornisce illustrazioni aR'Avanti! della domenica. Case (andato disperso) attesta l'interesse di Balla11) verso la questione abitativa: una preziosa e successiva indicazione per Boccioni. Il movimento e la luce, la piena luce (che, poi, è il riflesso de II quarto stato), vivono nel Balla preruturista. Giovani artisti, sensibili all'umanesimo sociale; leggono Marx e Bakunin, Engels ed Antonio Labriola (quest'ultimo, aveva insegnato filosofia della praxis all'Università di Roma e partecipato ad una vivace promozione politica di circoli e associazioni operaie). Alessandro Marcucci e Duilio Cambellotti favoriscono rincontro tra Balla e Giovanni Cena (anch'egli torinese e suo coetaneo). Significa partecipare all'esperienza delle scuole dell'Agro Laziale. Anni di realismo pittorico e di psicologismo, di contrapposizione al classicismo, al mitologismo. Non più bozzettismo naturalistico, non più stucchevoli tramonti. Balla esprime un moderno verismo nutrito di umanitarismo, positivismo, fede nel progresso scientifico e sociale. Per altri versi ma sulla stessa via sono gli anni delle inchieste statistiche e delle monografie coordinate da Giovanni Montemartini presso il governativo Ufficio del lavoro.12)
Nel periodo romano di Balìa ecco Fallimento, 1902: un negozio, chiuso, in Via Veneto, una porta esaminata in ogni dettaglio, la luce sulla soglia, la luce di Balla. Ecco II lavoro, 1902: neanche un edile, soltanto frammenti di cantiere, un lampione. Ancora una volta Balla e il binomio lavoro-luce. Ecco La giornata dell'operaio, 1904. Una tela suddivisa in tre settori: impalcature, muratori, mattom" accatastati alla luce del mezzogiorno, un lampione che rischiara un palazzo. Sembra d'avvertire l'odor di calce e il cigolìo delle carriole. Tutt'intorno, lo spazio scandisce il tempo d'una realtà operaia. Protagonista sempre la luce (nel 1903 Gino Severini dipinge Costruzioni in Via Pinciana). La giornata dell'operaio racchiude la tipica attività industriale della capitale: l'edilizia, le arti murarie. È l'autentica fotografia senza enfasi e raffigurazioni di cortei dei lavoratori romani in età giolittiana. Con questa tela meglio si com-
u) Cfr. BANCA COMMERCIALE ITALIANA (a cura), Futur-Balla, Milano, Electa, 1986 (catalogo per la mostra presso l'Art Gallery di Vancouver, Canada, agosto-ottobre 1986, con saggi di M. Fagiolo dell'Arco).
12) cfr. D. MIANI-CALABRESE, Giovanni Montemartini statistico del lavoro, in Statistica (già supplemento ai Nuovi problemi di politicai storia ed economia, sotto gli auspici delle Università di Bologna, Padova, Palermo e Ferrara), aprile-giugno 1942, n, 2, pp. 163-187; M. PEDRAZZOLI, La democrazia industriale nell'Italia di inizio secolo: note giuridico-islitazionali per un dibattito, in Storia contemporanea, aprile 1984, n. 2, pp. 265-286; G. BARBALACE, Cultura delle riforme e Ufficio centrale del lavoro, in Annoti Fondazione G. Pastore, 1987, voi. XIV, pp. 95-133.
Per il rilievo internazionale di Montemartini, Italian Economist and Reformer, cfr. EDWIN R. A. SELIGMAN - A. ]OHNSON (a cura), Encyclopaedia of the social scìences, New York, Macmillan, 1937. La voce Montemartini a p. 637 del volume Machinery and Industrial-Moratorium.