Rassegna storica del Risorgimento

BALLA GIACOMO; MERLONI GIOVANNI; SOCIALISMO ROMA 1900-1910
anno <1991>   pagina <48>
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1 Giuseppe Barbalace
proprietà e di tutti gli abusi derivanti. Di tutto questo prende coscienza Giovanni Merloni particolarmente quando, in occasione delle elezioni poli­tiche suppletive dell'aprile 1910, nel collegio di Albano Laziale (qui, fin dagli anni 1896-97, organizza le prime leghe di resistenza Guido Podrecca), girerà per i comizi di propaganda a sostegno della riuscita di Gaetano Salvemini (il professore di Molfetta ha lasciato un movimentato ricordo con Le memorie di un candidato, edite nei quaderni del giornale La Voce di Firenze).
Merloni appartiene ad una generazione di intellettuali socialisti abi­tuata per cultura e preparazione a guardare al London Country Council non come fuga dai più diretti problemi della Penisola, ma para­digma e salto qualitativo di amministrazione municipale o, meglio, senza retorica, come obiettivo di poteri decentrati e di modernizzazione degli enti locali. Per tale motivo, Merloni recensisce per Critica Sociale del 1 aprile 1898 il volume di Riccardo Bachi23) Le nuove forme della funzione municipale in Inghilterra, ed. Roux-Frassati. In proposito, com­menta Merloni: indagare come il nuovo spirito sociale vada serpeggiando e scorrendo per le vene della borghesia più progredita d'Europa . È una premessa fondamentale, meritevole di ben più ampio approfondimento. Invece, il prosieguo della recensione assume un andamento niente affatto conseguente con l'impostazione di partenza perché rimane ancorato a quella interpretazione socialistica eccezion fatta per Giovanni Monte-martini che attende la messianica e fatalistica scomparsa della bor­ghesia. Infatti, secondo Merloni, la borghesia evoluta ed illuminata, crea, con le sue stesse mani, quelle nuove forme sociali sulle quali si va, ad un tempo, componendo la propria bara. Merloni dimentica che le nuove forme sociali nell'Italia del 1898 non sono ancora all'oriz­zonte, la svolta Zanardelliana non è ancora pronta, mentre a Glasgow già è operante, come si deduce dal saggio di Bachi, la municipalizzazione delle tramvie. In ogni caso, Merloni auspica indagini acute e pazienti sul terreno sociale ed economico (e in Giovanni Monte-martini avranno l'uomo giusto al posto giusto come, molto più tardi, nel marzo 1921, riconoscerà Merloni), tenendo presente l'esempio del­l'operosità alacre ed intelligente delle borghesie del Nord . In tal modo, inconsapevolmente, Merloni tesse l'elogio della moderna imprenditoria euro­pea (altro che bara e scomparsa della borghesia!).
Incombe una sorta di sacro timore, una sorta di conformismo dell'intelligenza (e, sotto siffatta angolazione, esemplare risulta la recen­sione al volume di Bachi) di non pochi intellettuali socialisti del primo Novecento, pur schierati nel campo riformista, d'esser definiti dinnanzi ai temi dell'industrializzazione Pindari dei fabbricanti o servi pre­feriti, della borghesia (secondo le espressioni, rispettivamente, di Marx ed Engels nei confronti della Philosophy of manufacturs di A. Ure).
23) Cfr. A. M. RATTI, Vita e opere di Riccardo Bachi, Milano, Giuffrè, 1961.