Rassegna storica del Risorgimento

BALLA GIACOMO; MERLONI GIOVANNI; SOCIALISMO ROMA 1900-1910
anno <1991>   pagina <53>
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Momenti del socialismo a Roma
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rigoglieggiate entro la sua stessa sfera quando la loro tensione sarà, via via, giunta all'estremo o sorgano circostanze occasionali ad affrettare la crisi. Vicino o lontano quel giorno, è certo che il disagio politico e morale dei partiti è enorme. Sembra quasi che il Parlamento non esista più. Una dittatura, la dittatura di una maggioranza uscita violentemente e sconciamente dalle urne, impera come una oligarchia, ebbra di potere, inconscia del distacco profondo che è tra essa e il Paese e dell'abisso di disprezzo con cui, questo, se ne separa ogni giorno di più. La volontà di riforme radicali, ravvivatoci, risanatrici, che squilla ed urla da ogni angolo d'Italia e investe lo Stato, il Governo e il Parlamento, non ha echi tranne nell'Estrema, sentinella sperduta che ritorna lo squillo e l'urlo inascoltato al Paese.28)
Proprio per evitare d'esser la sentinella sperduta (immagine che rimanda ad un quadro di Giovanni Fattori dopo la sconfitta di Custoza) o di scivolare nella psicologia dell'eterno assediato; proprio per andar oltre quella concezione d'isolamento tragico, di classimo impenetrabile, d'intransigenza rigorosa (citando i ricordi di Bonomi sul socialismo romano al principio del Novecento); proprio per non ripercorrere lo stato d'impotenza che Pompeo Ciotti aveva vissuto, di persona, al con­siglio comunale di Firenze quando, nel dicembre 1903, inutilmente aveva sostenuto insieme a Giuseppe Pescetti e ad Eugenio Calamandrei la possibilità dell'alleanza amministrativa con i partiti affini , ma era stato messo in minoranza, per pochi voti, dagli intransigenti guidati da Arturo Caroti e Alceste Della Seta (quest'ultimo, consigliere comunale socialista prima a Firenze e, poi, a Roma); per tutti, questi motivi si cerca di allargare consensi ed alleanze.
Sì, effettivamente, l' involucro giolittiano sarà spezzato . Ma le energie nuove non prenderanno affatto la direzione auspicata da Merloni. Le energie nuove, tra il 1910 e il 1914, confluiscono altrove. Si svolgono in codesta atmosfera il referendum (per la gestione comunale diretta dei pubblici servizi) del 20 settembre 1909 e le amministrative capitoline parziali del 3 luglio 1910 e dell'8 dicembre 1912.
Intorno alle dottrine economiche del marginalismo ruota il pro­gramma amministrativo dell'USR nel 1907. Una moderna cultura di go­verno della città con specifici settori: scienza delle finanze, tributaristica, tecnica e lettura dei bilanci. Ci si propone di superare la frammenta­zione della società in gruppi particolari di interessi; favorire una compo­sizione unitaria attraverso la politica dei cittadini consumatori . Priorità di spesa, investimenti da programmare, ma, comunque, le municipalizza­zioni devono esser utilizzate al fine di non permettere la conservazione di posizioni di privilegio economico.
La sfida del socialismo riformista a Roma, in età gioiittiana, significa superare momentanei stati psicologici di mobilitazione elettorale
28) Cff. G. MERLONI, Per le riforme come per la libertà, in Critica Sociale, 1 giugno 1909, n. 11, pp. 161-162.