Rassegna storica del Risorgimento
BALLA GIACOMO; MERLONI GIOVANNI; SOCIALISMO ROMA 1900-1910
anno
<
1991
>
pagina
<
56
>
56
Giuseppe Barbalace
Montecitorio si chiede Turati o avrà la dignità sufficiente di reggersi almeno per un tempo? (in quei giorni, al Teatro Argentina di Roma, si replica La cena delle beffe). Il 17 aprile 1910 giungono le elezioni politiche suppletive causa brogli ed intimidazioni nei collegi di Albano Laziale, Lugo di Romagna e Sora-Isola Liri.
Ad Albano Laziale il candidato dei partiti popolari è Gaetano Salvemini: per la prima volta dopo le vicende di Gioia del Colle nel corso delle elezioni politiche del 7 marzo 1909 il professore di Molfetta viene candidato fuori dal profondo Sud. Per sostenerlo si mobilitano, personalmente, Bissolati, Turati, Morgari, Guido Podrecca, Giovanni Merloni, Pompeo Ciotti (segretario nazionale del PSI e già consigliere comunale di Firenze nell'amministrazione di Francesco Sangiorgi). Ci sono tutte le premesse anche prefigurando nuovi brogli di dar battaglia in seno all'apposita commissione parlamentare, preposta alla verifica dei risultati elettorali, e di sollevare una questione nazionale . Purtroppo, Salvemini appare più propenso al sacrificio esemplare e di questa sua più o meno inconscia predisposizione se ne accorgono, in anticipo, gli avversari. Ad Albano, da quindici anni consecutivi, possiamo dire dichiara Podrecca di aver fatto quanto era possibile per rigenerare un collegio che sembrava caduto nella più insanabile abbiezione. Tuttavia, alla crescita organizzativa del movimento contadino dei Castelli, non corrisponde un altrettanto peso elettorale: donne ed analfabeti sono esclusi dal suffragio.
Salvemini non partecipa al secondo e decisivo ballottaggio (in ogni caso, rileggendo attentamente il programma-manifesto di Salvemini, è un ritiro annunciato). L'abbandono di Salvemini mostra, d'altra parte, talune crepe all'interno dei partiti popolari. Infatti, c'è chi, nella capitale, professa fede bloccarda e, in provincia, si sdoppia comportandosi altrimenti: ad esempio, i repubblicani -del collegio di Albano (ma anche a Lugo di Romagna) e II Messaggero. Nei 14 paesi che formano il collegio elettorale di Albano Laziale, Salvemini si presenta dopo aver direttamente sperimentato i mazzieri di Vito De Bellis in Puglia all'insegna di una rigorosa battaglia contro la camorra giolittiana: sembra ed è un tema capace di coagulare larghi consensi, ma fin troppi sono gli interessi (e per opposti motivi) che si celano dietro la crociata antigiolittiana. Lunghe e frastagliate ombre grigie si addensano nella cultura antigiolittiana.3 Insieme alle camorre elettorali cresce la folla antiparlamentare, la quale fa le sue prime prove di mobilitazione nell'imminenza della spedizione militare di Tripoli. È la folla
30) Cfr. S. SECHI, Sul gioUttismo ed altro ancora, in Mondo Operaio, giugno 1988, n. 6. pp. 51*9 A. Roccucci, // movimento nazionalista e Roma, in Studi Romani, luglio-dicembre 1988, n. 3-4, pp. 325-346; D. SETTEMBRINI, Il clima culturale in cui nacque il fascismo, in Mondo Operaio, marzo 1989, n. 3, pp. 86-110; W. L. ADAMSQN, Modernism and Fascism: the Politica of Culture in Italy 1903-1922, in The American Historical Review, aprii 1990, n. 2, pp. 359-390.