Rassegna storica del Risorgimento
BALLA GIACOMO; MERLONI GIOVANNI; SOCIALISMO ROMA 1900-1910
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1991
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Giuseppe Barbalace
Commentando il ritiro di Salvemini, Giovanni Merloni dichiara: Poiché un esempio e un documento umano di nobiltà e di probità eroica, come questi offerti da Salvemini, valgono più di cento dimostrazioni, così è certo che il problema dell'elettorato meglio si imporrà all'attenzione del pubblico e delle masse per il tramite suggestivo di quell'esempio e di quel documento (la lettera-rinuncia di Salvemini, n.d.r.)', e che la causa del risanamento elettorale e del suffragio universale ne sarà, presto, enormemente, avvantaggiata.33) Più amaro e realistico il tono di Pompeo Ciotti: Sì, carissimi amici: un esempio è stato dato, ma pel vantaggio dei nostri avversari che non dubitatene lo seguiranno. Lasciamo, sempre e dovunque, libero il campo a quei bravi signori così, per una esagerazione del senso morale gridando che noi non vogliamo contaminarci della loro tabe ed essi, lieti e contenti, occuperanno tutte le posizioni disertate da noi, plaudendoci forse dinnanzi al pubblico, minchionandoci certo in cuor loro! [...] Abbiamo finito con un fiasco piramidale: assenti noi dalla lotta, il sistema del Valenzani si è esercitato in piena libertà ed ha trionfato.3
Antichi problemi. Manca un moderno sistema di partiti. E, fin dal lontano maggio 1892, Turati evidenzia che nessuna grande questione divide, al dì d'oggi, il Parlamento in veri partiti perché il trasformismo confuse tutto e non trasformò nulla; invece dei partiti vi sono uomini, gruppi, sottogruppi [...] interessi di camorra [...] il gioco della politica diventa simile ad un gioco di borsa: si è con gli uni o con gli altri a seconda che prevedesi il rialzo o il ribasso. Ma, poiché rutti fan lo stesso gioco, ne nascono, poi, combinazioni stranissime e affatto imprevedute. Perciò, di fuori, nessuno intende nulla; di dentro, nessuno è sicuro del domani. Necessita, secondo Turati, rigenerare la inetta ed indolente borghesia italiana (cfr. La caccia ai portafogli , in Critica Sociale,
Le proposte di Salvemini risultavano subalterne specialmente là ove si svalutava, da un punto di vista liberista, il ruolo nuovo che lo Stato andava assumendo nell'età gioii rtiana [...]. In realtà, meridionalismo e sindacalismo rivoluzionario confluivano in una condanna del gioiittismo che non colpiva soltanto gli aspetti degenerativi del sistema, dal clientelismo al malgoverno, ma anche la politica di industrializzazione dello Stato, nei suoi riflessi economici e sociali, portata avanti nel decennio giolittiano . Così Z. CJUFFOLETTI, Dirigenti e ideologie del movimento cooperativo, in AA.W., // movimento cooperativo in Italia ja cura di G. Sapelli), Torino, Einaudi, 1981, p. 145.
Infine, cfr. S. CAEIERO, Tradizione e attualità del meridionalismo, Bologna, Il Mulino, 1989, pp. 34-37: Gli sfuggirono le straordinarie potenzialità di progresso economico e di mutamento sociale connesse alla prospettiva dell'industrializzazione e rimase fedele alla concezione di una naturale vocazione agraria del Mezzogiorno. Anche per quanto riguarda gli indirizzi di politica economica generale, la sua posizione fu, sostanzialmente, quella rigorosamente liberista di Fortunato e De Viti De Marco .
) Cfr. G. MERLONI, La virtù di un gesto, in Avanti!, 25 aprile 1910.
34) Cfr. Una lettera di Pompeo Ciotti, in Avantll, 26 aprile 1910. Per uno studio della normativa del suffragio e i risultati delle singole tornate cfr. P. L. BALLINI, Le elezioni nella storia d'Italia dall'Unità al fascismo. Profilo storico-statistico, Bologna, Il Mulino, 1988.