Rassegna storica del Risorgimento
BALLA GIACOMO; MERLONI GIOVANNI; SOCIALISMO ROMA 1900-1910
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Momenti del socialismo a Roma
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16 maggio 1892). Un anno dopo, nel novembre 1893, Turati invoca una democrazia sociale non ciarliera e timida e pettegola, ma fiera, attiva, militante, avente in cuore lo spirito del sacrificio e, nella testa, la chiara e pertinace coscienza del fine. Una democrazia sociale che, raggruppando ed agguerrendo tutto ciò che nel Paese si stacca dal regime dominante, senza poter ancora entrare, di balzo, nel girone socialista, rappresentasse non trascendenti idealità, ma interessi e sentimenti reali e rispondesse, pertanto, alle vere condizioni e agli aneliti latenti di gran parte della Nazione in quest'ora; e fosse, così, la seppellitrice e l'erede naturale di questo sfacelantesi carcame che si putrefa ancor vivo. Di tale partito prosegue Turati nel novembre 1893 benché, per troppe intuitive ragioni, non possa esser il nostro, noi sollecitammo, più volte, in segreto, la nascita e, un tempo, apertamente, la propiziammo (queste frasi contengono tutta la premessa del programma democratico-socialista , la piattaforma di ricostruzione e rinnovamento del Paese, che Turati esporrà alla Camera il 26 giugno 1920 con il discorso Rifare l'Italia).
Significa modellare una politica di alleanze, coinvolgere la piccola borghesia: per intelligenza, cultura, mezzi, è assai più matura del proletariato all'azione politica, ma non ha, si può dire, in Italia, alcun partito che ne rappresenti gli interessi (cfr. L'Italia precipita , in Critica Sociale, V novembre 1893). Ecco ulteriori riflessioni per comprendere il significato del riformismo di Montemartini, Bonomi e Tullio Rossi Doiia all'interno del blocco democratico-costituzionale di Roma. Intende tale disegno Salvemini quando alla vigilia delle elezioni suppletive di Albano s'incontra, presso la sede di via del Seminario, con là Direzione nazionale socialista?
Concentrare risorse economiche vuol dire individuare alcuni nodi di sviluppo evitando la dispersione dell'intervento municipale; favorire e stimolare nuovi traguardi di modernizzazione; integrare informazioni più specifiche (ecco uno dei significati delle inchieste statistiche) per il governo della città; costruire competenze tecniche per qualificare la burocrazia comunale e, in generale, il pubblico impiego; sollecitare comportamenti cooperativi e una adeguata partecipazione, sul terreno finanziario, di altri attori sociali: in particolare, il capitale privato. Rivendicando, però, in sède di elaborazione delle decisioni e delle attuazioni, il primato di finalità pubbliche. In altri termini, la capacità del municipio di saper presentare e gestire politiche dell'offerta in campo economico. La piccola borghesia dell'impiego e dell'insegnamento, a Roma, non è quella che Salvemini ha conosciuto nel Mezzogiorno; anzi, i ceti romani del pubblico impiego hanno determinato, nel novembre 1907, la vittoria del blocco. Tale indirizzo progressista dei ceti medi ricava rapporti di fiducia e sostegno pratico dalla politica dei cittadini-consumatori e dalla regolamentazione dell'economia municipale, obiettivi indicati da Giovanni Montemartini e Meuccio Ruini.
Ad Albano, si tratta di compenetrare la testimonianza adamantina di rettitudine morale ed intellettuale con l'avanzamento democratico complessivo: è quanto Pompeo Ciotti cerca di spiegare al professore di