Rassegna storica del Risorgimento

BALLA GIACOMO; MERLONI GIOVANNI; SOCIALISMO ROMA 1900-1910
anno <1991>   pagina <60>
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Giuseppe Barbalace
Molfetta. Si tenta di esportare l'esperimento di blocco, in un col­legio rurale alle porte di Roma quando, nell'aprile 1910, sta perdendo di efficacia riformatrice proprio l'alleanza popolare in Campidoglio. Non casualmente, la Direzione nazionale socialista invia Oddino Morgari segretario politico del PSI nel 1906 ad Albano: il parlamentare torinese, già dall'epoca di Crispi, conduce una lunga e tenace lotta per il risanamento del Mezzogiorno, Ed è proprio Morgari con De Felice, Bissolati e decotti a promuovere un'inchiesta sulle violenze a Gioia del Colle. Ed è sempre Morgari leader della corrente integralista (ogni socialista, secondo il deputato torinese, deve essere, contemporanea­mente, riformista e rivoluzionario) ad interrompere, alla Camera, la convalida di Vito De Bellis. A partire dal 1910, Morgari è il coordinatore centrale della propaganda socialista nel Sud.
Amaro il commento di Pompeo Ciotti (coinvolto in prima persona nella corsa di Albano) anche perché enorme è stato il dispiego di energie delTUSR e della 'CdL per impostare la campagna pro-Salvemini. Almeno due deputati ~ Bissolati e Podrecca sono, per l'occasione, a tempo pieno, nel collegio di Albano ed, invece, il professore di Molfetta compie, repentinamente, il gran rifiuto al secondo ed ultimo scrutinio: l' anima è salva, il collegio ritorna alle bande del Valenzani. Le vicende del­l'aprile 1910 sfatano, definitivamente, la logora leggenda dei Castelli Romani come teatro di riti mondani tanto celebrati da II Don Chi­sciotte di Roma o dal Capitan Fracassa per facoltosi villeggianti. La fatica, la tensione, particolarmente pesano su Merloni che, in occasione del 1 maggio 1910, si scusa con i circoli socialisti di Roccastrada e di Roccatederighi (entrambi in provincia di Grosseto) per non esser potuto intervenire alle celebrazioni del Primo Maggio causa precarie condizioni di salute. In pochi mesi conferenze, comizi, congressi, da Civitavecchia a Firenze, da Viterbo ad Ostia, da Palestrina a Zagarolo, da Grosseto ad Orbetello e a Roma dove si esplica la maggior parte della mia attività .* L'importanza delTUSR è tale che, al I congresso nazionale dei con­siglieri comunali e provinciali socialisti (Firenze, 8-9 settembre 1910), tra i relatori ufficiali troviamo ben cinque esponenti riformisti delTUSR: Ivanoe Bonomi (riforma tributaria), Tullio Rossi Doria (politica sanitaria ed assistenza sociale), Umberto Ferrari (abitazioni e caroviveri), Giovanni Montemartini (municipalizzazione dei pubblici servizi), Virgilio Vercelloni (servizi e congegni burocratici nelle amministrazioni locali). Al congresso
35) cfr. N, CAPITINI MACCABRUNI, L'opposizione parlamentare dì sinistra in Maremma fra '800 e '900, in AA.VV., Campagne maremmane tra '800 e '900, Firenze, Centro 2P, 1983, p. 254 (a cura del Comune di Grosseto e della Società Storica Maremmana).
Per un raffronto tra l'amministrazione bloccarda di Firenze e quella di Roma, cfr. G. SPINI - A. CASALI, Firenze, Bari, Laterza, 1986, pp. 99-109; L. PICCIOLI, / popò tari a Palazzo Vecchio. Amministrazione, politica e lotte sociali a Firenze 1907-1910 Firenze Olschki, 1989; N. CAPITINI MACCABRUNI, Liberali, socialisti e CdL a Firenze nell'età gioliltiana 19004914, Firenze, Olschki, 1990.