Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
<
1991
>
pagina
<
64
>
MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
I FONDI ARCHIVISTICI DEL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
LII: Carte di Giuseppe Antonio Zacchia e Agostino D'Adamo.
Dono Ersilio Michel
Credo sia di qualche interesse dare notizia di questi fondi. La loro consistenza non è grande, ma la scélta dei documenti è accurata, tanto da costituire una base sicura per ulteriori ricerche.
CARTE DEL CARDINALE GIUSEPPE ANTONIO ZACCHIA
Nato in una famiglia nobile di Sarzana, che annovera altri due cardinali, Giuseppe Antonio Zacchia percorse una rapida carriera nello Stato pontifìcio come uditore di Rota, prolegato e legato. Fu insignito della porpora poco prima di morire.
Queste sue carte {buste 1108-1109) sembrano scelte con cura per illustrare i momenti in cui Zacchia si -trovò alle prese con i rivoluzionari.
È ad Ascoli come delegato apostolico nel 1821. Leggiamo, infatti, le sue notificazioni assieme a manifesti e proclami del Regno delle Due Sicilie. Più interessanti i documenti, evidentemente sequestrati dalla polizia, che nel febbraio-marzo 1821 provengono dalla Unione patriottica costituzionale per lo Stato Romano.
Passato a Frosinone nel 1823 è ancora alle prese con trame settarie. Egli stesso scrive con orgoglio sul contenitore dei documenti: Rivoluzione tentata e resa vana.
Trattandosi, come dicevo, di una scelta di momenti chiave per la tranquillità del governo pontificio, la rivoluzione del 1831 vi è largamente rappresentata, perché nel dicembre 1830 Zacchia viene nominato Pro-legato a Ravenna. Dobbiamo subito dire che il carattere fermo e deciso del prelato ha una conferma nel suo modo di affrontare la situazione incandescente. j3
E questo a partire da una annotazione sulla lettera del 4 febbraio 1831 con la quale, da Bologna, il pro-legato Paracciani Claredli gli annunciava: