Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1991
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65
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/ fondi archivistici
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Ho dei dati quasi certi, che dimani mattina, o dimane sera vada a scoppiare una rivoluzione tanto in Bologna, come in Forlì, ed in Ravenna in un medesimo tempo. Scrive Zacchia: Ricevuta a mezzo dì del giorno 6, dopo, cioè, seguita la rivoluzione delle Legazioni. Lo stesso giorno 6 Zacchia si spoglia, in un certo senso, delle sue prerogative e nomina una Commissione Governativa; rimane a Ravenna fino al 16, quando si decide a chiedere un regolare passaporto che gli viene concesso per Roma via Bologna. Qui gli intimano di partire subito con modi piuttosto bruschi. Per avere una breve dilazione si rivolge direttamente a Gioacchino Vicini.
Appena arrivato a Ravenna, Zacchia aveva promosso un'inchiesta sull'ordine pubblico. I suoi rapporti con la polizia pontificia sono strettissimi e continuano anche nel 1832-1833, quando il prelato ha ripreso il suo posto di uditore di Rota a Roma. Il nome del mittente è stato spesso cancellato, ma le notizie restano. Esse arrivano anche dal fratello Bernardo che risiede a Castel Bolognese.
Va ricordata la corrispondenza da e per mons. Polidori, segretario del Conclave.
Completano il fondo lettere private di scarsa importanza.
CARTE DEL PREFETTO AGOSTINO D'ADAMO
Era ispettore generale al Ministero dell'Interno Agostino D'Adamo, quando, il 29 maggio 1915, viene nominato direttore del Segretariato generale per gli Affari Civili presso il Comando Supremo, aggregato all'Ufficio ordinamento e mobilitazione.
Nato a Serracapriola (Foggia) il 23 agosto 1876, a guerra conclusa sarà prefetto di Bologna, Ancona, Venezia, Napoli per concludere la sua carriera a Torino. Le carte delle quali parliamo (Buste 1112-1113) riguardano unicamente il periodo bellico.
L'Ufficio del Segretariato era suddiviso in molte sezioni: Gabinetto, Personale, Politica, Polizia, Comuni, Beneficenza, Sanità, Veterinaria, Giustizia, Danni, Finanza, Istruzione, Agricoltura, Industria, Lavori Pubblici, Poste, Ragioneria. Nel 1919 ci si dovette interessare anche dell'organizzazione politica dei territori conquistati con la nomina di nuovi amministratori. Il Segretariato verrà soppresso nell'agosto 1919.
I rapporti burocratici non sono molti, mentre è ricca la corrispondenza privata, D'Adamo, evidentemente, riusciva a instaurare rapporti di cordiale collaborazione con superiori e collaboratori, come dimostrano le lettere che ha conservato, quasi tutte autografe.
Tra queste spiccano le 45 di Antonio Salandra (1915-1922); dall'Egregio commendatore si passa all'Egregio amico. Questo anche perché D'Adamo viene pregato di occuparsi del figlio di Salandra, così come sarà per Vittorio Emanuele Orlando (13 lettere 1916-1920). In questo caso la cordialità è più. viva e di Francesco Orlando abbiamo anche i ricordi del matrimonio. Vogliamo citare una frase dell'allora ministro dell'Interno, scritta il 14 settembre 1916, quando gli si chiedeva di affidare l'amministrazione