Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1991>   pagina <73>
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Libri e periodici
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Lonza e i due Valerio), la Generala afferma Audisio assunse il valore emblematico di una scelta di civiltà, da opzione per una via di sviluppo economico lineare [...] di un paese ' creato agricolo ' che poteva e doveva progredire senza alterare questo suo connotato originario (p. 7). Partendo da tale constatazione, Audisio polemizza contro gli stereotipi del carcere necessariamente funzionale alle esigenze del mercato del lavoro capitalistico e delle discipline penitenziarie senz'altro preordinate all'addestramento di manodopera industriale (p. 6). Simili interpretazioni non si attagliano a quella che era la realtà piemontese della prima metà dell'Ottocento -in particolare, all'esperienza della Generala.
Dopo aver descritto dettagliatamente la struttura ed il funzionamento dell'istituto correzionale nel suo primo periodo di vita, l'indagine si arresta alle soglie degli anni Cinquanta, quando nel regno sabaudo i problemi del controllo sociale furono messi in secondo piano dall'incalzare delle questioni di politica interna ed estera collegati agli obiettivi dell'unificazione nazionale.
In conclusione, dall'esame dei documenti proposti nel libro e riguardanti anche, nell'ultima parte, le vicende individuali di alcuni dei giovani internati, si ha la sensazione che l'Ottocento abbia creato due infanzie e adolescenze di classe , le quali hanno proceduto per vie totalmente separate: un'infanzia e un'adolescenza bor­ghese, nel complesso valorizzata, amata, curata e protetta (benché vigilata e severamente punita, come dimostra la pratica, ammessa proprio in Piemonte, dell'internamento in fortezza o in casa di correzione di giovani benestanti troppo impetuosi , su semplice istanza dei parenti ) e un'infanzia ed un'adolescenza proletarie, sfruttate, abbandonate, nel migliore dei casi normalizzate {vedi la storia della Generala ), oppresse in vari modi, comunque sempre deprivate e infelici. L'Ottocento è stato il secolo in cui queste due dimensioni si sono fronteggiate sul terreno sociale. Ma pian piano, nella pratica della vita quotidiana e nella mentalità comune, si sono fatti strada i princìpi igienici ed educativi della borghesia illuminata. In conseguenza di questa vittoria, il Novecento è diventato la tappa storica nella quale la società ha lavorato ad una formazione più giusta ed umana dei bambini e degli adolescenti.
FILIPPO RONCHI
SILVIO DE MAJO, L'industria protetta. Lanifici e cotonifici in Campania nell'800; Napoli, Edizione Athena, 1989, in 8, pp. 206. L. 24.000.
Il volume raccoglie saggi sull'industria tessile campana (laniera e cotoniera) pub­blicati in diverse occasioni, frutto di ricerche più che decennali da parte dell'A.
Già altre volte abbiamo sottolineato come sullo varie attività manifatturiere e industriali del Regno delle Due Sicilie e, quindi del. Mezzogiorno postunitario (a parte alcuni studi di Luigi De Rosa sull'industria metalmeccanica, di Gregorio E. Rubino sulle attività mineralogiche e metallurgiche, di Anna Dell'Orefice sull'industria della carta, del Griffo sul cotonificio Egg di Pi ed iman le Malese, della Pilati sulle manifatture cotoniere a Napoli nel decennio francese, del sottoscritto sull'industria laniera postunitaria, di Luigi De Matteo sulla crisi industriale degli anni 1840 e quindi sui rapporti di alcuni settori dell'imprenditoria meridionale con lo Stato, i governi e le banche, o del Dewerpe, tesi a verificare attraverso l'analisi dei cambiamenti avvenuti in un'area specifica del Regno delle Due Sicilie a netta vocazione manifatturiera il Lirinate, già in Terra di Lavoro . il modello di protoindusiriaUzzazione proposto dal Mendel), già altre volte abbiamo sottolineato 11 fatto che solo negli ultimi tempi, per una serie di motivi, che qui non si citano, le attività manifatturiere sono state oggetto di specifiche indagini.
La recente fatica del de Majo, diciamolo subito, non fa che farci rimpiangere il