Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1991
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Libri e periodici
memente contrastata, fa scalpore e scandalo la notizia che se ne diffonde soprattutto nei salotti dell'aristocrazia locale e negli ambienti militari e politici; l' Incognita , come era stata definita in passato la Giustiniani, ovviamente non ne può che soffrire, ma di più è repressa dall'amato circospetto ed abilmente prudente, innamorato pazzo soprattutto delle prospettive che via via egli disegna alla sua formazione ed alla sua carriera.
Della vicenda amorosa Paolo Pinto decifra ogni passaggio, ma pure degli avvenimenti del tempo approfondisce le ragioni e lo svolgimento, cercando di collocare al posto giusto e nelle misure dovute i vari personaggi che affiorano nel racconto e le vicende in cui si muovono. A proposito di queste figure di contorno, non sarebbe stato male, se si fosse redatto alla fine del volume un utile indice dei nomi. V'è però una nota bibliografica, in apertura della quale l'autore avverte che l'Ottocento che fa da sfondo alla vicenda di Camillo Benso di Cavour e di Mina Giustiniani, pur essendo autentico, in quanto frutto di ricerche approfondite e rigorose, è del tutto interiorizzato, come se l'autore andasse alla ricerca di un proprio tempo perduto .
È in questa onesta dichiarazione dell'autore la chiave di lettura del libro, utile a conoscere la storia dell'amore segreto del Cavour, ma pure utile a conoscere meglio la Storia di quegli anni, che preparano la svolta decisiva della nostra unità nazionale.
GAETANO ÀNDRISANI
FRANCESCO TRANIELLO, Da Gioberti a Moro. Percorsi di una cultura politica; Milano, Franco Angeli, 1990, in 8, pp. 250. L. 28.000.
H volume comprende dodici saggi pubblicati dall'A. in riviste ed opere collettanee tra il 1963 e il 1987. In essi vengono ripercorse alcune delle tappe più significative nell'evoluzione della cultura politica cattolica in Italia durante un arco di tempo che, partendo dal periodo risorgimentale, giunge sino ai giorni nostri.
L'A. si mostra particolarmente attento nel cogliere il rapporto, fecondo e dialetticamente tormentato, che il pensiero politico cattolico, a far tempo da Rosmini e Gioberti, ha intessuto con l'insieme di problematiche poste in essere dalla nascita e dall'affermazione della modernità, nello Stato e nella società civile, in seguito alla Rivoluzione francese.
A proposito del rapporto esistente tra il pensiero di Rosmini e la società post-rivoluzionària, l'A., nel saggio dedicato al filosofo cattolico, sostiene che il suo pensiero pare collocarsi [...] ad uno di quei momenti cruciali in cui, essendo stato rimesso tutto in discussione [...] i problemi dell'uomo e della società emergono nella loro essenzialità, richiedono risposte precise e complessive, ma anche un vivace senso del nuovo, un'attenzione tutta particolare e dispiegata ai 'segni dei tempi', un'acuta coscienza che i principi del cristianesimo non sono una ricetta data per sempre, un sistema teorico conchiuso, ma vanno costantemente verificati in un confronto serrato, quanto aperto e difficile, con la realtà storica (pp. 26 27). In Rosmini la Rivoluzione è vista non come fatto apocalittico e demoniaco, ma come un ' processo ' e un ' crogiolo ' storico e ideologico da analizzare nelle sue componenti (p. 28); il suo ideale consisteva nella compenetrazione tra la società civile e una società religiosa liberata dalle cinque piaghe che la opprimevano, dai troppi tradimenti che l'avevano corrotta. Il merito più grande di Rosmini fu quello di aver voluto superare le istanze dello Stato confessionale tradizionale e di aver indicato ai cattolici l'obiettivo di uno Stato ispirato ai valori cristiani espressi da una Chiesa rinnovata. Si trattava di un passo importantissimo, anche se, ricorda l'A., il filosofo trentino non poteva arrivare ad ammettere uno Stato laico in senso moderno né poteva ammettere un reale pluralismo di fedi e di ideologie conviventi concorrenzialmente (pp. 41-42). L'accetta-