Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1991
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pagina
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80
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0 Libri e periodici .
proprio agli inizi degli anni '80 dopo la breve tregua successiva agli arresti di Villa Ruffi e coincidente con la fase più progressista dei governi della Sinistra torna a essere oggetto di attenzione da parte dell'opinione pubblica nazionale, in quanto caso politico e sociale a se stante: è la questione romagnola.
La rinnovata attenzione politica e pubblicistica era giustificata dall'* impressionante sviluppo dell'associazionismo repubblicano alla fine degli anni '70, un processo ai cui centro è l'opera di Saffi, tendente a unire le forze che si ispirano alla democrazia e alla libertà, all'interno di un vasto processo di trasformazione civile. Il prestigio morale di Sani è una molla importante per comprendere come la volontà di differenziarsi dall'opinione moderata porti molti appartenenti alla piccola (ma anche media) borghesia urbana ad aderire al repubblicanesimo, che viene ora acquistando quei connotati aclassisti e di massa che sono peculiari del caso romagnolo.
Dopo aver posto in campo i tre protagonisti del suo saggio Saffi, la Romagna e l'associazionismo repubblicano Balzani si sofferma sulla teoria e la pratica (più sulla prima che sulla seconda, in realtà) del municipalismo saffiano. Ciò che l'erede di Mazzini intende realizzare nella Romagna del disordine pubblico , fatta oggetto di ima nuova cura del ferro da parte del neonato esecutivo trasformista, e in particolare nel laboratorio forlivese è un' opera di civiltà e d'armonia paesana , che, diffondendo la consapevolezza del carattere naturale e irriducibile dell'istituto comunale e della comunità urbana, faccia lievitare e sappia quindi comporre le energie morali e intellettuali cittadine, allontani lo spirito di fazione e la propensione alla violenza e prepari, come logica e necessaria conseguenza, il terreno all'evoluzione politica. Culto delle proprie radici profonde (nell'esperienza storica del comune medievale) e custodia degli ideali risorgimentali rappresentano la condizione e la premessa necessarie di un processo che deve tendere alla costruzione della pace civile attraverso la convergenza di tutte le forze democratiche e liberali, dai repubblicani ai costituzionali: un consociativismo che si estende dal terreno politico a quello sociale, in grado di porsi come radicale alternativa alla lotta di classe, alla conflittualità predicata dagl'internazionalisti.
A fare da mediatore e da collante in questo progetto, teso a rendere tra loro organiche l'amministrazione comunale, le forze politiche e la società civile sono però i transigenti di Fortis, i municipali che si preparano a diventare ministeriali e trasformisti: quel partito degli affari e dei clan familiari capace di legare a sé i ceti emergenti e di porre forti ipoteche politico-clientelari sull'incipiente sviluppo economico, pur senza perdere il consenso del popolo repubblicano . Fortis dà ben altra sostanza al progetto municipale di Saffi e alla sua concezione di una religione urbana che rappresenti in modo tangibile, anche attraverso i segni e i riti collettivi, il senso di una profonda trasformazione della coscienza civile e quindi delle forme stesse della politica.
11 quinquennio 1882-87 consente di cogliere appieno questo contradditorio processo, in cui emerge in tutta la sua evidenza la frattura generazionale e ideale, etica e politica fra i protagonisti del Risorgimento e gli uomini nuovi della vita pubblica italiana nella stagione del trasformismo. Nell'ultima parte del saggio l'autore ne esamina i tratti essenziali all'interno delle vicende politiche ed elettorali della democrazia romagnola, negli anni del suffragio allargato e dello scrutinio di lista, del Fascio della Democrazia e delle battaglie antitrasformiste. Unità d'azione e rispetto dell'autonomia politica e programmatica di ciascun componente del variegato arcipelago dell'Estrema; sostegno sempre più deciso al voto condizionato , che permetta ai repubblicani di superare l'astensionismo intransigente senza smarrire la propria peculiare fisionomia in quella stanza di compensazione della borghesia e del notabili, che è divenuto Montecitorio; opportunità della collaborazione, in sede locale, con le componenti socialiste, ma anche volontà di differenziarsi dal socialismo costiano, dal suo classismo e dalle sue ambizioni egemoniche nell'ambito dell'Estrema: sono queste le linee che guidano, pur con talune oscillazioni, l'azione politica di Saffi fra Patto di Fratellanza, da un lato, Fascio della Democrazia e Comitato Centrale di Corrispondenza, dall'altro.