Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1991
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pagina
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83
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Libri e periodici
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I blocchi popolari , le alleanze amministrative, create dai partiti di sinistra soprattutto quali laboratori per più ambiziose mete, sono stati già studiati con contributi approfonditi nel volume Roma nell'età giolittiaiia. L'amministrazione Nathan.
Ora il lavoro di Lorenzo Piccioli si inserisce, con pieno merito, in questo filone di studi e colma anche un vuoto rilevante nella storiografia su Firenze nell'età contemporanea. Anni or sono Roberto Ruffilli ha osservato nell'espansione delle ricerche di storia comunale e regionale la possibilità di verifiche più puntuali di quei processi di assestamento e di trasformazione della vita complessiva delle varie società, al centro di una storiografia sempre più globale e social-strutturale.2) Questo appare il punto centrale dell'analisi sul volume di Piccioli, il cui merito più rilevante è quello di aver consentito con una ricerca fondata su un vasto corredo di fonti inedite ed edite di verificare il processo di assestamento , travagliato e non semplice, di una città in forte metamorfosi strutturale.
La vittoria dell'Estrema nelle elezioni parziali del 1907 apri la porta al varo della Giunta bloccarda , al potere fino al giugno 1910, momento in cui l' Unione liberale , assicurandosi 20 dei 24 seggi in palio, ne potè determinare il tramonto.
L'esperimento democratico-riformatore ha osservato nell'attenta ed affettuosa prefazione Zeffiro Ciuffoletti guidato prima dal Sangiorgi e poi da Chiarugi poteva, ormai, considerarsi concluso. La via del riformismo era stretta in Italia e ancora più stretta a Firenze, dove gli estremismi, le forze occulte, i personalismi e gli interessi di bottega hanno sempre lavorato in modo 'convergente' per bloccare qualsiasi politica di progresso .
.1 lavori, come quello sull'amministrazione Nathan nella capitale e come questo di Piccioli, permettono di guardare, al di là delle considerazioni dettate dalla comune matrice ideologica, a passaggi impegnativi della vita pubblica nell'Italia liberale, le cui soluzioni sono andate, però, non si può fare a meno di notarlo, nel verso prevalente di quegli anni. Erano gli esperimenti di Nathan, di Sangiorgi e di Chiarugi, semplicemente prematuri o innaturali per il quadro politico italiano? Era già vivo e capace quello che oggi viene chiamato il partito trasversale ?
VINCENZO G. PACIFICI
GIOVANNI BRANELLA, Nereto. Fatti, usi, personaggi e cenni storici; S. Egidio alla Vibrata, Unigraf, 1988, in 8, pp. 195. L. 15.000.
Tra i pochi studi di storia della ferace e popolosa Val Vibrata, in mezzo a cui campeggia la vetusta città di Nereto, questo di Giovanni Branella sì distingue per il contributo che apporta, anche con testimonianze dirette e personali, alla rievocazione della vita, degli usi, delle tradizioni, del modo di pensare e di agire della società neretina. Come parte supplementare e integrativa all'esposizione, l'autore traccia nell'ultima parte un breve ma significativo profilo storico della Nereto antica.
Il saggio è un'attenta e puntuale presentazione dei fatti. Esso, tuttavia, non avendo la pretesa della rigorosità scientifica, si sofferma spesso sulla rievocazione nostalgica delle testimonianze vissute in prima persona dall'autore. Le parti del racconto si legano con conseguenzialità logica in un quadro di viva partecipazione alla vita e all'operosità dei protagonisti che hanno intessuto la storia della Nereto nella idilliaca Val Vibrata dalla grande guerra ai giorni nostri*
Il discorso storico è preceduto da un suggestivo quadretto poetico: Sono immerso in un silenzio che stordisce, interrotto soltanto a tratti dal cinquettio degli uccelli, che si
2) R. RUFFILLI, Le istituzioni cittadine dell'Emilia-Romagna pontificia, ora in Istituzioni Società Stato, I, H ruolo delle istituzioni amministrative nella formazione dello Stato in Italia, a cura di M. S. Pirelli, Bologna, Il Mulino, 1989, p. 555.