Rassegna storica del Risorgimento

ACERBI GIUSEPPE; BALUCHISTAN STORIA; GRAN BRETAGNA POLITICA COL
anno <1991>   pagina <147>
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FONTI E MEMORIE
RAGION DI STATO E REALTÀ LOCALI:
IL BALUCHISTAN ESPLORATO DA HENRY POTTINGER
E LA POLITICA BRITANNICA
I viaggi in Oriente, il piacere di poter leggere di terre lontane e di costumi esotici strani ma profondamente affascinanti al tempo stesso è un gusto che animò anche i salotti e il mondo intellettuale italiano dell'inizio del secolo XIX, sulla scia delle correnti iUurninistiche del secolo precedente e, soprattutto, dell'ondata romantica, che cominciava più o meno clandestinamente a mettere in primo piano nuovi valori, quali quelli del sentimento , della individualità in genere e della tradizione storica considerata come rivelazione di disegni provvidenziali e divini.
In campo politico è ben noto il romanticismo si tradusse anche nella rivendicazione dei diritti degli individui e delle nazioni alla libertà di pensiero e di coscienza, in ribellione contro ogni forma di oppressione, autocrazia, conservatorismo in nome del diritto delle nazio­nalità alla libertà.
Quali nazionalità? Intellettuali, sognatori, scienziati ma anche uomini di Stato e militari, spinti dal pragmatico senso di un impero mondiale uscirono dai confini europei (sempre più. stretti) per avven­turarsi in terre lontane, oltremare, ed esplorare e conoscere le popolazioni indigene, ponendosi (o escludendo aprioristicamente) l'interrogativo se tali popolazioni potevano costituire altrettante nazionalità.
Anche l'Italia partecipò attivamente a questa ansia di viaggiare, scoprire, conoscere e sapere dell'esotico, di un mondo romanticamente visto, raffigurato e re-interpretato. Sorse il Collegio dei Cinesi a Napoli, a Torino fu particolarmente attiva la Società Geografica, e privati e mecenati si prodigarono in tutto il mondo.
Personaggio quanto mai singolare in questo contesto, fu Giuseppe Acerbi di Castelgoffredo in quel di Mantova (1773-1846). Più illuminista che romantico, intelligente ed acuto diplomatico per gli Asburgo, non si sottrasse alla curiosità dell'epoca, e dei suoi viaggi ci ha lasciato memoria molto razionale e lucida. Non solo, ma sospinto dalla medesima curiosità di sapere e conoscere raccolse diari e memorie altrui, che attraverso la sua ricca e bella biblioteca entrarono nel mondo intel­lettuale italiano, in un periodo in cui sull'ondata delle intuizioni bal-biane e delle audaci imprese cavouriane anche l'Italia guardava ben oltre i suoi non ancora compiuti confini.