Rassegna storica del Risorgimento

ACERBI GIUSEPPE; BALUCHISTAN STORIA; GRAN BRETAGNA POLITICA COL
anno <1991>   pagina <148>
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Beatrice Nicolini
E così, né casualmente né per strana coincidenza, una interessante pagina della storia dell'India degli inizi del secolo diciannovesimo circolò anche in Italia, tradotta in italiano in fine ed elegante edizione, e appo­sitamente illustrata con belle tavole a colore, non solo a diletto delle eleganti signore e dei gentiluomini dei salotti mantovani, milanesi, veronesi e ovunque circolò il diario di Henry Pottinger brillante ufficiale del Governo di Bombay bensì anche a insegnamento del profondo iato fra romantica visione dell'esotico da un lato, e realizzazione pratica della conquista e del controllo di esotici territori dall'altro.
All'epoca, il diario in italiano di Henry Pottinger fornì più uno spunto per riconsiderare in termini di crudo pragmatismo politico e (militare le realtà locali, né da idealizzare né da sottovalutare. Oggi, questo stesso diario fornisce uno spunto non meno interessante per rive­dere le realtà indigene alla luce di una ragione di stato europea.
VALERIA FIORANI PIACENTINI
1. Il ritrovamento, fra i testi del Fondo Giuseppe Acerbi, conservati presso la Biblioteca Comunale di Mantova, della traduzione italiana di Travels in Beloochistan and Sinde di Henry Pottinger,1) è occasione di un riesame storico del Baluchistan durante la prima metà del secolo XLX. Non dobbiamo, naturalmente, dimenticare quel che la famiglia Acerbi rap­presentò nel momento cruciale del nostro processo unitario. Ci basti sottolineare come da Mantova essa guardasse sempre al nuovo. Per questo pensiamo che sia interessante risalire nel tempo.
Sulla scia delle correnti illuministiche del XVIII secolo e dell'interesse per i viaggi in Oriente, la versione italiana del testo di H. Pottinger venne commissionata a G. B. Sonzogno dalla contessa Metilde Murari Bra' di Verona; l'editore offrì alla contessa il piacere di poter leggere in italiano di terre così lontane e di poter osservare, su tavole colorate, i Khan, le tribù incontrate dal Pottinger, ed il volto dell'esploratore.
Il console Giuseppe Acerbi (Castelgoffredo, Mantova, 1773-1846), uomo di profonda cultura e vasti interessi e diplomatico di grande abilità, nel 1799 giunse, primo uomo nella storia, a Capo Nord, via terra.2) Quale cittadino del Lombardo-Veneto, nel 1815 fu console generale d'Austria in Portogallo e, nel 1825, venne inviato da Metternich alla corte di Méhmet Ali, Pascià d'Egitto, quale console generale, in un momento politicamente critico riguardo alla posizione austriaca nella questione
!) HENRY POTTINGER, Travels in Beloochistan and Sinde, Langraan Reese, Orme and Brown, 1816. Dell'originale, esistono una traduzione in lìngua francese del 1818, e una traduzione in lingua italiana dell'anno successivo: HENRY POTTINGER, Voyages dans le Beloutchistan et le Sindhy, traduit de l'anglais par J. B. B. Eyries, Paris, Gide, 1818; ENRICO POTTINGER, Relazione di un viaggio in Betutchistan e in una parte della Persia, trad. Decio Zilianl, Milano, G. B. Sonzogno, 1819, t. 3.
La Biblioteca Braidense di Milano conserva un'altra copia della versione italiana, insieme alla traduzione francese dei Travels.
2) Vedasi JOSEPH ACERBI, Travels through Sweden, Finlattd and Lapland io the North Cape, in the years 1798 and 1799, London, J. Mawman, 1802.