Rassegna storica del Risorgimento

ACERBI GIUSEPPE; BALUCHISTAN STORIA; GRAN BRETAGNA POLITICA COL
anno <1991>   pagina <151>
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Giuseppe Acerbi e Henry Pottìnger
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iniziò allora a considerare l'importanza dei territori fra l'India e la Persia, poiché la sicurezza delle frontiere naturali dell'India costituiva la condizione necessaria per la continuazione del commercio e dell'egemonia politica britannica. Nel 1807 Lord Minto, governatore generale dell'India, decise di adottare misure diplomatiche per contrastare e limitare l'inge­renza francese in Persia ed in Sind,11) in modo da rafforzare i confini nord-occidentali dell'India, minacciati dagli accordi di Tilsit del 7 luglio 1807 fra Napoleone e Alessandro I.
Fu a Tilsit infatti che Napoleone progettò l'invasione dell'India via terra; Oudinot, con dodicimila uomini ed appoggiato dall'esercito russo in Georgia,12) veniva incaricato, in base al piano d'invasione, di attraver­sare i territori dell'Asia sud-occidentale.13) L'anno successivo, nel 1808, il Brigadier General John Malcolm veniva inviato a Teheran con l'incarico di contrastare l'opera dell'inviato speciale di Napoleone, il gen. Antoine Cardane,14) coadiuvato da numerosi tecnici della missione francese, e di ripristinare l'influenza britannica alla corte persiana. Nell'agosto del 1809 il trattato d'amicizia fra Ghulam 'Ali, Amir di Hyderabad in Sind, ed il Governo anglo-indiano riuscì ad escludere la presenza francese in Sind, riconfermando il controllo britannico; di qui, particolarmente viva fu la necessità di garantire la frontiera nord-occidentale dell'India, la quale spinse alla totale subordinazione delle esigenze dei capi locali, sfruttando le rivalità fra l'Amir di Hyderabad, Muhrad Ali, a sud, e l'Amir di Khairpur, Rastam Khan, a nord; diveniva così sempre più importante ottenere informazioni dettagliate sui territori, ancora inesplorati, fra l'India e la Persia.
n) Sir Gilbert Elliot, poi Lord Minto, fu Presidente del Board of Control e, dal 1807, Governatore dell'India. Egli ricevette numerosi dispacci dall'Intelligence e da Nicholas Hankey Smith a Bushire che comunicavano lo scambio di inviati fra Teheran e Sind, manovrati dalla Francia. Vedasi ROBERT A. HUTTENBACK, British Relations with Sind, 1799-1843, cit, pp. 5-6.
12) Nel 1804 le truppe persiane avevano invaso la Georgia; lo Shah, privato dell'aiuto britannico a lui promesso l'amicizia fra il Governo di Londra ed Ales­sandro I non poteva certo venire infranta si rivolse alla Francia; ma il trattato di Finkenstem, che comprendeva la promessa francese di aiuti militari ed il ricono­scimento della Georgia, quale territorio de jttre persiano, non venne rispettato da Napoleone. Gli accordi di Tilsit fecero cadere inevitabilmente le promesse francesi a Fath 'Ali Shah. Vedasi sull'argomento The Cambridge History of India, ed. by H. H. Dod-well, Univ. of London, Cambridge Univ. Press, 1929, cap. XIX, p. 331; VALERIA FIORANI PIACENTINI, Aspetti originali, cit., pp. 640 sgg.
13) Riguardo al piano napoleonico d'invasione dell'India via tetra, vedasi l'impor­tante testo del colonnello DE LACY EVANS, On the designs of Russia, London, J. Murray, 1828, pp. 7-11.
M) Il re di Persia creò l'ordine del Leone, antica arma persiana, appositamente per il generale Gardane, l'ambasciatore di Bonapartc... ; vedasi JOHN MALCOLM, Sketches of Persia front the Journal of a travetter in the East, London, Murray, 1828, p. 163; le istruzioni impartite da Napoleone al generale Cardane, il 10 maggio 1807, sono descritte in ALFRED DE GARBANE, Mission du Generai Gardane en Perse sous le premier empire, 1865, pp. 81 sgg.