Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE NIZZA 1870-1871; GIORNALI ITALIA 1870-1
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Enrica Costa Bona
libera e presentando perfino una lusinga ai Nizzardi del riacquisto del loro portofranco.11) Indubbiamente tali dichiarazioni non calmarono gli animi degli italiani di Nizza già esacerbati dall'aggravarsi della situazione per la presenza numerosa in città di truppe francesi e per gli attacchi contro personalità del partito Nizzardo; bisogna tuttavia notare che poterono ritornare molti di coloro che erano emigrati in seguito alle minacce del prefetto Baragnon anche perché il successore sembrava voler condurre un'amministrazione più morbida. Il sentimento italiano si rafforzava sempre più, tanto che alcuni francesi si consideravano a Nizza come all'estero e altri andavano altrove perché non volevano vivere dove i francesi erano tanto malevisi .12)
Il desiderio di difendere l'italianità di Nizza, tanto più tenace quanto più veniva represso, spinse un gruppo di nizzardi (tra cui André, che ne sarà il principale redattore, Bovis che, sebbene di nazionalità francese, sarà il direttore e il banchiere Brès, anch'egli di nazionalità francese) a fondare un giornale mirante proprio a tutelare gli interessi italiani e ad opporre resistenza alTammim*strazione francese: il 6 novembre 1870 uscì il numero 1 del Diritto di Nizza, primo giornale scritto in italiano, con sentimento italiano che appariva a Nizza dopo il plebiscito del 1860.13) Da parte francese esso veniva considerato l'organo del partito della secessione all'interno e dei fedeli italiani che la fomentavano dall'altra parte delle Alpi. Era l'organo dichiarato del partito separatista.14) Pertanto le autorità francesi non potevano ovviamente vedere di buon occhio tale pubblicazione, dalla quale venivano apertamente accusate anche perché esso esponeva in termini chiari le aspirazioni e il diritto, appunto, degli elementi nizzardi in contrapposizione ai francesi. La logica della repressione in quei momenti predominante portava nel giro di poco tempo a espellere André dalla città, al fine di stroncare, con l'allontanamento del principale esponente, il partito italiano: da notare che egli rimase nascosto in città e proseguì nel suo lavoro.
È opportuno anche ricordare la posizione di Garibaldi: egli poco dopo la caduta del Secondo Impero offrì i suoi servizi alla repubblica appena proclamata in Francia; chiese altresì al governo italiano una nave a Caprera per raggiungere il suolo francese, ma gli fu negata per timore dei suoi progetti su Nizza che sarebbero imbarazzanti per la Francia come per noi e anzi sull'isola fu aumentata la sorveglianza.13)
H) Ibidem; per le misure dì Dufraisse verso alcuni italiani e sull'insofferenza dei nizzardi nei confronti della Francia cfr. ivi, doc. 507, Galateri di Genola a Visconti Venosta, Nizza, 10-11 novembre 1870 e ivi, doc. 534, Galateri di Genola a Visconti Venosta, Nizza, 14 novembre 1870; cfr. inoltre I moti di Nizza del 1871, in // giornale di politica e di letteratura, anno Vili, fase. 11-12, dicembre 1932, pp. 245-6.
W DDI, II, I, doc. 396 cit.
13) / moti di Nizza..., cit., p. 246.
14) A. BRACHET, L'Italie..., cit., p. 100.
is) DDI, 1, XIII, doc. 690, Lanza a Visconti Venosta, Firenze, 7 settembre 1870; ivi, doc, 747, Visconti Venosta a Nigra, Firenze, 11 settembre 1870; A. TORRE, Garibaldi