Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE NIZZA 1870-1871; GIORNALI ITALIA 1870-1
anno <1991>   pagina <167>
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Le elezioni a Nizza 1870-1871 167
che il governo di Firenze era ben lontano dal favorire lo stato di agitazione presente a Nizza: egli sottolineò anche in una questione specifica ed estranea ai problemi di Nizza quale l'autorizzazione al console a ricevere da parte degli eventuali cittadini pontifici a Nizza i voti per il plebiscito relativo all'unione di Roma al governo di Vittorio Emanuele II di evitare ogni apparato che possa essere causa o pretesto di agitazione o di dimostrazioni pubbliche .24> L'atteggiamento indifferente e distaccato del governo relativamente alle aspirazioni degli italiani di Nizza motivato da una volontà di mantenere lontane le preoccupazioni internazionali era da costoro chiaramente percepito: molti si dolevano che i loro sentimenti non venissero appoggiati e, tuttavia, continuavano a sperare in un pros­simo ritorno di Nizza ai Savoia e a inscenare pubbliche manifestazioni in tal senso.25*
Anche l'ambasciatore Nigra allora inviato straordinario e ministro plenipotenziario in Francia ricorderà in seguito che dopo l'occupazione di Roma il governo italiano ebbe verso la Francia un atteggiamento amichevole per tutta la durata della guerra franco-prussiana e si astenne con cura dal suscitarle imbarazzi a Nizza e altrove ; egli inoltre riferendo una lettera a lui indirizzata da Visconti Venosta del 27 febbraio 1871 in cui il ministro voleva dimostrare la correttezza dell'atteggiamento del governo italiano asseriva che negli affari di Nizza scoraggiammo aper­tamente l'agitazione ?
Il ministro degli esteri d'altro lato si preoccupava pure di mani­festare direttamente e anche tramite il segretario generale del ministero stesso, Artom all'inviato francese a Firenze che il governo italiano poneva ogni cura nell'evitare alla Francia problemi (embarras) nelle Alpi Marittime. Il governo di Firenze voleva dimostrare la sua lealtà e per­tanto evitare tutto ciò che a giusto titolo avrebbe urtato la [...] sensi­bilità francese: si adoperava con grande diligenza a sottolineare la sua estraneità e perciò a rifiutare qualsiasi responsabilità alle dimo­strazioni antifrancesi e al tempo stesso a togliere ogni speranza di appoggio a coloro che richiedevano una revisione vale a dire l'abolizione del plebiscito del 1860. Da parte del ministro degli esteri addirittura veniva negata l'esistenza di una questione di Nizza . E tutto questo nonostante gli incoraggiamenti e le pressioni che subiva dall'opposizione interna e anche dall'estero.27* Bisogna notare che l'Italia fu sollecitata più volte a prendere una precisa posizione relativamente a Nizza in particolare dalla Prussia: già nell'estate 1870 Bismarck aveva proposto a de Launay, rap­presentante italiano a Berlino, che venisse inviato colà un corpo di
24) ivlt doc. 142, Visconti Venosta a Galateri di Genola, Firenze, 1 ottobre 1870; ivi, doc, 152, Visconti Venosta a Galateri di Genola, Firenze, 2 ottobre 1870.
25) jvif doc. 396, Galateri di Genola a Visconti Venosta, Nizza, 28 ottobre 1870; ivi, doc. 475, Galateri di Genola a Visconti Venosta, Nizza, 6 novembre 1870.
26) c. NIGRA, Ricordi diplomatici (1870), in Nuova Antologia, 1 marzo 1895, pp. 24-25.
27) G. ROTHAN, L'Italie, cit., pp. 169-170, 249-250.