Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE NIZZA 1870-1871; GIORNALI ITALIA 1870-1
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Enrica Costa Bona
dire che scoraggiò apertamente l'agitazione perché voleva tenere la condotta di un leale vicino: Nigra, per esempio, asseriva che per porre un argine a eccessivi e superflui rigori delle autorità francesi nei confronti dei cittadini italiani non poteva tentare altro che rimostranze amichevoli, verbali ed ufficiose a nome del governo italiano dichiarando che esso era lungi dall'approvare quelle tendenze contro le quali eccessi di rigore male reagirebbero e perché vivamente desiderafva] che ogni agitazione presto scompafrisse] e che più concilianti sensi predominfas-sero] ) Inoltre non bisogna dimenticare che l'Italia non aveva intenzione di sostenere una revisione del plebiscito del 1860, poiché avrebbe potuto creare un precedente per tutti gli altri atti analoghi che avevano dato un risultato a lei favorevole.
Indubbiamente le elezioni di Nizza come asserì Rothan lusingalo] no l'amor proprio italiano , ma sempre secondo l'inviato francese non vi furono da parte dell'opinione pubblica adesioni al movimento separatista: in realtà la popolazione di Firenze manifestò in favore di Nizza italiana, ma il governo represse le dimostrazioni.38*
Tra la stampa italiana una posizione particolare di pieno appoggio e deciso sostegno alla riconquista di Nizza venne assunta da La Riforma: sulla stessa linea favorevole all'italianità di Nizza e contraria al plebiscito del 1860 si possono notare anche II Movimento di Genova e La Gazzetta del Popolo di Torino. Proprio quest'ultimo giornale dopo le elezioni di febbraio stampò un Memorandum dei Comitati riuniti dell'emigrazione nizzarda agli onorevoli rappresentanti delle Potenze estere, che può venire considerato un tentativo estremo per attirare l'attenzione sulla questione di Nizza, cercando di coinvolgere anche le potenze che non vi erano direttamente interessate. Partendo dalle dimostrazioni filoitaliane dopo la caduta di Napoleone III il memorandum denunciava la cessione di Nizza e il plebiscito del 1860; manifestava pesanti critiche sui dieci anni di dominazione francese su Nizza che avevano prodotto un'avversione ormai profondamente radicata nei confronti della Francia tale da causare anche una fortissima emigrazione a tutti i livelli sociali, anche nei più alti; ricordava i numerosi nizzardi che si erano sacrificati per l'Italia e non per la Francia; sottolineava come non appena fu data a Nizza la possibilità di esprimersi liberamente dopo dieci anni di silenzio essa proclamò senza ombra di dubbio la sua volontà di riunirsi all'Italia, ma era rimasta inascoltata. Il memorandum chiedeva infine all'Europa civile se tale stato di cose dovrà prolungarsi indefinitamente e se il sentimento nazionale, profondo, inestinguibile, dei nizzardi, dovrà essere per sempre represso colla forza .*) Tale documento non ottenne i risultati
37) DDJ, II, II, doc, 184, Nigra a Visconti Venosta, Bordeaux, 19 febbraio 1871; ivi, doc. 228, Nigra a Visconti Venosta, Bordeaux, 6 marzo 1871; E. ANCIIIERI, Frùtice et Italie, La crise de teurs rapporta ctprès Sedati, in Rassegna storica toscana, 1972, gennaio-giugno, p. 22.
38) G. ROTHAN, L'Italie, eh., p, 248; / moti di Nizza.,., cit., p. 251.
3 Memorandum dei Comitati riuniti dell'emigrazione nizzarda agli onorevoli Rap-