Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE NIZZA 1870-1871; GIORNALI ITALIA 1870-1
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Enrica Costa Bona
vittoria ottenuta più per i voti riportati nel dipartimento che non per quelli di Nizza città.43) Anche se II Pensiero di Nizza continuò ad uscire fino al 1895 si può dire che con queste ultime consultazioni elettorali e il ritorno alla normalità la questione di Nizza salvo qualche lieve strascico di relativa importanza e con scarse conseguenze si può considerare chiusa.
Indubbiamente un peso importante nel fallimento del movimento irredentista nizzardo ebbe il governo di Firenze con la sua posizione di non intervento nella questione, di non ricezione degli appelli che gli venivano rivolti, di non sostegno ai movimenti insurrezionali, atteggiamenti tutti che erano l'espressione della sua volontà di non contrariare troppo la Francia con la quale in quel momento, a proposito della questione romana, aveva già notevoli difficoltà di rapporti.
Un altro elemento che giocò a sfavore del partito nizzardo fu un male intestino: non era unito ed unitario. Al suo interno vi erano infatti diverse tendenze che spesso non riuscivano a comporsi: monarchici, repubblicani, indipendentisti, separatisti, revisionisti, e anche... coloro che, rassegnati all'annessione alla Francia, si accontentavano di ottenere piccoli riconoscimenti; in ogni categoria vi erano poi quelli più radicali e quelli più moderati; pertanto finché tutte queste forze riuscirono a trovare un accordo ma fu soltanto per breve tempo e in una situazione del tutto particolare le rivendicazioni di Nizza vennero portate avanti con determinazione, ma quando l'elemento francese, appoggiato dal suo governo e corrispondentemente sicuro del non-appoggio di quello italiano al movimento di riannessione all'Italia, riuscì a sfruttare la disparità di opinioni e a dividere il partito italiano, la questione dell'italianità di Nizza si dileguò.
Bisogna anche notare che un ulteriore fattore di disgregazione fu proprio la figura di Garibaldi: egli non riuscì a porsi come perno unificatore del movimento nizzardo, ma anzi si è visto con il suo atteggiamento ambiguo indebolì la causa della sua città.
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Il problema dell'italianità di Nizza ritornò alla ribalta, dopo lunghi anni di silenzio, in periodo fascista. Mussolini reputava utile risvegliare il ricordo anche di avvenimenti che seppure al momento privi di successo potevano a distanza di tempo acquistare importanza sul piano internazionale e su quello interno. È questo il caso dei fatti di Nizza del 1870-1871, che furono sfruttati dalla stampa e dalla propaganda fascista al fine di creare nell'opinione pubblica sentimenti antifrancesi che avrebbero poi facilitato il duce nella sua campagna contro la Francia. E vero che venne dato forse maggiore risalto al tema della cessione di Nizza alla Francia e a quello del clima di illegalità in cui si svolse il plebiscito del 1860 che non alle manifestazioni dei cittadini di Nizza
43) DDI, li. III, Roma, 1969, doc. 10, Galateri di Genola a Visconti Venosta, Nizza, 4 luglio 1871.