Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno
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1991
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pagina
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175
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LA MALATTIA DI PIO IX NELLA PRIMAVERA DEL 1873 E LA QUESTIONE DEL CONCLAVE
1. Nei primi giorni d'aprile -del 1873 si sparse la notizia sulla stampa liberale romana e da questa rimbalzò in quella nazionale ed estera che il Papa si era improvvisamente ammalato. Si asseriva, anzi, che data la gravità della malattia Pio IX non si sarebbe più ripreso, e qualche cronaca si era spinta ad affermare che egli fosse addirittura deceduto. La moderata Libertà,1) fu tra i primi organi a stampa ad interessarsi della malattia del Papa:
Da tre giorni Sua Santità soffre una specie di reuma accompagnato da dolori artritici, che lo tormentano specialmente nella parte sinistra del corpo. A questo incomodo si aggiunge l'altro non meno grave dell'affluenza di umori, in modo da costringere il Santo Padre a non potersi coricare nemmeno la notte. [...] I medici sebbene non vedono nessun sintomo allarmante nella presente situazione, manifestano qualche serio timore sulle sue conseguenze, avuto riguardo alla grave età di Sua Santità (81 anni) ed alla stagione primaverile in cui suole verificarsi un movimento di umori. Questa preoccupazione dei medici ha gettato uno sbigottimento in tutto il Vaticano, cominciando dalle guardie svizzere fino ai monsignori personalmente affezionati a Pio IX.2)
Questa grave notizia non sfuggì ovviamente alle autorità italiane, e già l'8 aprile il questore di Roma Bolis, dopo le (indagini di prammatica, informava al riguardo il prefetto sulla situazione effettiva, smentendo le voci più incontrollate che avevano suscitato curiosità ed apprensione nell'opinione pubblica:
D Sul suo direttore, Edoardo Arbib, eh*, la voce di G. Di PEIO, in Dizionario Biografico degli Italiani, 3, Roma, 1961, pp. 732-734.
2) La Libertà, 4 aprile 1873 {Recentissime). Nel numero del 12 aprile la stessa Libertà doveva ribattere ai giornali clericali che accusavano quelli della parte opposta di spargere notizie false sulla salute del papa, asserendo che le informazioni raccolte provenivano da persone degnissime di fede, le quali non hanno certo alcun motivo di dirci una cosa per un'altra {Recentissime). Considerando che la redazione della Libertà si trovava nello stesso pianerottolo di quella dell'Osservatore Romano, in uno stabile in via dei Crociferi (cfr. U. PESCI, I primi anni di Roma capitale (1870-1878), Firenze, 1907, p. 471), non è escluso che qualche notizia su quanto avveniva in Vaticano potesse essere stata fornita da un redattore dell'organo ufficioso della S. Sede, che a sua volta direttamente o indirettamente poteva attingere a fonti sicure.