Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
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1991
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Carlo Maria Fiorentino
fuori di Roma, testimoniavano, appunto, lo stato di grave disagio in cui si trovava la S. Sede dopo la perdita del potere temporale.9)
Nella costituzione del 1871, che più ci interessa perché ad essa facevano riferimento le voci che circolavano negli ambienti diplomatici, non si faceva parola sull'ipotesi di un'elezione presente cadavere così come si vociferava, ma si stabiliva che la maggioranza dei cardinali presenti in Roma, se il vecchio pontefice qui fosse morto, avrebbe deciso il luogo più opportuno dove tenere il conclave. Nel caso che la morte del pontefice fosse avvenuta fuori di Roma, tale decisione sarebbe spettata al decano del S. 'Collegio, al camerlengo ed agli altri cardinali presenti (o nell'eventualità al solo camerlengo). In ogni caso di nuovo pontefice sarebbe stato eletto dalla metà più uno dei cardinali viventi osservando per l'elezione stessa le norme consuete: due terzi dei voti pronunziati dai presenti ai conclave perché l'elezione fosse convalidata.10)
Le costituzioni successive emanate da Pio IX non dovevano aggiungere nella sostanza nulla allo spirito della prima: solo nel Regolamento del 1878 si accentuava forse l'esigenza di tenere il conclave fuori di Roma nel timore che il governo italiano in mano da due anni agli uomini della Sinistra e senza neanche la presenza di Vittorio Emanuele II, cattolico osservante da sempre nonostante la vita privata alquanto disordinata e la politica antiecclesiastica dei suoi governi, a far da freno non ne potesse o volesse garantire la regolarità.11)
Per contro, gli stessi contrasti fra Stato e Chiesa un po' in tutta Europa, specie dopo al Sillabo e il dogma dell'InfaUibilità, ma in modo peculiare a Roma per gli strascichi ancora vivi di Porta Pia e per la politica anticlericale ed in una certa misura anche anticattolica condotta dal governo di Vittorio Emanuele in questa fase storica, che toccava il suo acme nella legge sulla soppressione delle corporazioni religiose anche nei territori romani, in procinto di essere approvata dal Parlamento proprio nella primavera del 1873,12) facevano sì che .per il governo italiano qualsiasi fatto che potesse ulteriormente mutare il labilissimo equilibrio raggiunto in Roma fra il potere civile e quello spirituale fosse oggetto di peculiari attenzioni e premure, soprattutto per i risvolti che poteva avere in politica estera.
Il governo italiano mirava, in sostanza, a ricercare un'ampia con
io Cfr. G. MARTINA, Pio IX (1867-1878), Roma, 1990, pp. 504-511, in particolare,
a proposito della prima delle tre costituzioni, p. 505 { La Chiesa viveva in clima di
stato d'assedio. Pio IX subiva l'influsso di questo clima, lo respirava, lo trasfuse nella costituzione ).
9 Ivi, p. 505.
fl> Ivi, p. 507.
!2) Cfr., a questo proposito, A. BERSELLI, La Destra Storica dopo l'Unità, voi. I: L'idea liberale e la Chiesa cattolica, Bologna, 1963, pp. 333 sgg. Anche G. MARTINA, La situazione degli istituti religiosi in Italia intomo al 1870, in Chiesa e religiosità in Italia dopo l'Unità (1861-1878). Atti del quarto convegno di storia detta Chiesa. La Meldola ZI agosto-5 settembre 1971, Relazioni I, Milano, 1973, pp. 194-335.