Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1991>   pagina <179>
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La malattia di Pio IX nel 1873
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vergenza con le potenze amiche al fine d'impedire che salisse al soglio pontificio un papa del partito intransigente, ritenuto molto potente in Vaticano ed in grado di creare gravi imbarazzi alla stessa politica del pur abile ministro degli Esteri di Vittorio Emanuele II.
Visconti Venosta, tuttavia, in questa delicata questione non aveva voluto di proposito fare i primi passi verso le Cancellerie europee per non creare ulteriori imbarazzi, oltre quelli che derivavano dalle difficoltà in cui già si trovava l'Italia verso la Santa Sede e l'Europa nella questione cattolica.13)
I primi contatti diplomatici -fra i maggiori paesi cattolici europei sulla questione del futuro conclave avvennero nel febbraio del 1872 (ed anche in quell'occasione corse voce peu rassurante sulla salute di Pio IX14)) su impulso del ministro degli Esteri portoghese Andrade Corvo. Nel giugno di quello stesso anno, poi, Visconti Venosta incaricò il Minghetti di una missione (mascherata coi soliti motivi privati 16>) per entrare direttamente in contatto con le maggiori personalità politiche culturali e religiose europee intorno a questa delicata questione.17)
Se, in generale, la diplomazia europea era tutta concorde nel favorire l'elezione di un papa se non liberale, almeno fiottoni,1*) Visconti Venosta, però, pur adoperandosi per raggiungere accordi informali con le potenze interessate, si tenne cautamente fuori dal concludere qualsiasi accordo positivo circa le pressioni da esercitare sul Vaticano per raggiungere i
*3) Cfr. F. CHABOD, Considerazioni sulla politica estera dell'Italia unita dal 1870 al 1915, in Orientamenti per la storia d'Italia nel Risorgimento, Bari, 1952, pp. 28-29, e C. MORANDI, La politica estera dell'Italia. Da Porta Pia all'età giolittiana, Firenze, 19722, pp. 101-105. Anche R. PETRIGNA*!!, Neutralità e alleanza. Le scelte di politica estera dell'Italia dopo l'Unità, Bologna, 1987, pp. 37-89.
14) Cosi il conte Kulczycki, puntuale informatore del governo italiano su quanto accadeva in Vaticano almeno dal 1870, a Visconti Venosta, Roma, 4 febbraio 1872, in DDI, II, voi. Ili, p. 330. Di questo oscuro personaggio si conosce ben poco. Da una sua lettera sempre al ministro degli Esteri del 7 febbraio dello stesso anno, in cui accenna di aver servito nel recente passato de trait-d'union entre les deux parties qu'un abime séparait {ivi, p. 338), si può desumere che egli abbia fatto in qualche occasione da intermediario fra governo italiano e Santa Sede. Sul ruolo svolto dal Kulczycki durante il Concilio Vaticano, cfr. A. TAMBORRA, I. Tkalac e l'Italia, Roma, 1966, p. 148.
15) Vedi, ad esempio, Oldoini a Visconti Venosta, Lisbona, 28 febbraio 1872 {DDI, II, voi. IH, pp. 375-376) il Mémoire conjìdentiel del 10 maggio 1872 di Visconti Venosta in risposta dell'iniziativa portoghese (iW, pp. 524-528).
W) U. MARCELLI, / problemi di politica estera nella corrispondenza fra il Minghetti e Visconti Venosta, in Rassegna Storica Toscana, a. XXV, n. 2, luglio-dicembre 1879, p. 220.
w> Minghetti incontrò fra gli altri il conte Orkzy, segretario e uomo di fiducia di Andrassy, lo stesso cancelliere austro-ungarico, e il vescovo di Djacovo Strossmayer (cfr. MARCELLI, I problemi di politica estera, cìt., pp. 221-226).
18) Cosi il ministro degli Esteri portoghese Andrade Corvo (Oldoini a Visconti Venosta, Lisbona, 28 febbraio 1872, lettera cit.).