Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
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1991
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Carlo Maria Fiorentino
fini sperati, e ciò per tutta una serie di ragioni, su -alcune delle quali vale forse la pena di soffermarci.
Era certo, ad esempio, che qualsiasi iniziativa che fosse partita dall'Italia avrebbe potuto destare sospetti nella diplomazia europea, diffidente come non mai dopo il Venti Settembre per la compresenza a Roma della sede del papa e del governo italiano, e timorosa che questa stessa compresenza avrebbe potuto favorire l'ingerenza italiana nelle questioni ecclesiastiche.19) Scriveva a questo proposito il nostro ministro:
Quanto a un Cardinale di cui sarebbe, a nostro avviso, desiderabile l'elezione, noi ci asteniamo di pronunciare alcun nome. Non crediamo che qualche Cardinale che avrebbe francamente il programma della conciliazione abbia serie possibilità di essere eletto. Ci limitiamo a fare dei voti perché venga eletto un Papa d'animo mite, conciliante, non deliberato a spingere all'estremo la politica del Sillabo e della guerra a oltranza contro l'Italia. Una nostra preferenza sarebbe probabilmente, se fosse conosciuta, un titolo d'esclusione.20)
D'altro canto, però, Visconti Venosta temeva in questa questione del conclave l'attivismo diplomatico assai sospetto di Bismarck. Il cancelliere tedesco, che in politica interna, con il Kidturkampf, avviato proprio in questo torno di tempo, stava colpendo il partito cattolico tedesco per rafforzare la sua posizione di potere (anche in funzione di una modernizzazione della struttura economica e sociale dell'Impero tedesco),21) in campo internazionale mirava a creare ulteriori dissidi fra Italia e Francia. Egli intendeva, infatti, giocare sulla questione vaticana non ancora risolta fra i due paesi latini, conducendo pure nei confronti della Chiesa e del mondo cattolico un'opera di provocazione, con il fine di spostare ulteriormente l'asse della politica europea in suo favore, contro gli interessi stessi della diplomazia italiana intenzionata a difendere l'equilibrio europeo da qualsiasi preponderanza.22)
Proprio nell'aprile del 1872 Bismarck aveva proposto come ambasciatore presso la Santa Sede il card Hohenlohe, caduto in disgrazia presso Pio IX dopo il suo abbandono di Roma proprio alla vigilia della votazione della costituzione Pastor Aeternus che doveva sancire il dogma
19) Per questa questione, imbarazzante anche per il Vaticano, v. C. M. FIORENTINO, Dalle Stanze del Vaticano: Il Venti Settembre e la protesta àela S. Sede 1870-1871, in Archivum Hìstoriae Pontificiae, 28 <1990), pp. 321-331.
20) Visconti Venosta a Nigra, Roma, 10 giugno 1872, DDI, II, voi. IIJ, p. 574.
21) Cfr., per tutti, M. STORMER, Das ruhelose Reich. Deutschland 1866-1918, Berlin, 1983, trad. it. L'impero inquieto. La Germania dal 1866 al 1918, Bologna, 1986, pp. 237-238. Per il punto di vista della Santa Sede cfr. G. MARTINA, Pio IX (1867-1878), cit., pp. 369-405.
22) Cfr. F. CATALUCCIO, La politica estera di E. Visconti Venosta, Firenze, 1940, pp. 70-72; 1D., Alleanze e principio di equilibrio nella politica di Emilio Visconti Venosta, in Questioni di storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, Milano, 1951, p. 978, e, più in generale, F. CIIABOD, Storia della politica estera italiana dal 1870 al 1896. Le premesse, Bari, 1951, pp. 107-177.