Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1991>   pagina <182>
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Carlo Maria Fiorentino
cale durante i funerali del vecchio pontefice; mentre nel caso che il conclave si fosse tenuto fuori d'Italia, bisognava svolgere tempestivamente tutti quei passi diplomatici che quest'ultima eventualità consigliavano.
Subito dopo aver appreso la notizia dal questore, il prefetto Gadda si affrettò a partecipare al Lanza quanto era trapelato sulla malattia di Pio IX, avvertendo però che il mistero di cui si cinge il Vaticano rende molto difficile la conoscenza del vero stato delle cose.27*
Proprio tali difficoltà nel reperire notizie autentiche e di prima mano avevano consigliato Visconti Venosta, che prese immediatamente in mano la questione per i suoi ovvi risvolti diplomatici, di servirsi di concerto con lo stesso Gadda del commissario di Borgo Giuseppe Manfroni, per conoscere direttamente da questo funzionario quanto accadeva in Vaticano, scavalcando così la normale prassi gerarchica che avrebbe voluto la inter­mediazione del questore e degli organi del ministero dell'Interno.28
Si inaugurava, così, in questa circostanza, quella tacita politica delle autorità governative, che durerà almeno fino ai Patti Lateranensi, di delegare al commissario di Borgo un ruolo centrale non solo nel tastare il polso della situazione in Vaticano, ma anche nel cucire quei rapporti informali fra Italia e Santa Sede che gioveranno in definitiva sia all'una che all'altra e che costituiranno, forse, una delle premesse psicologiche per la futura conciliazione.29)
Dalle stesse memorie del Manfroni conosciamo nei particolari le circostanze ed i modi in cui egli fu investito di questo delicatissimo incarico, anche se il commissario di Borgo per difetto di memoria post­datava la visita di Visconti Venosta nel suo ufficio al 15 aprile, mentre dalla documentazione di cui disponiamo si desume che essa era avvenuta TU dello stesso mese.3
27) n prefetto di Roma al ministro dell'Interno, Roma, 9 aprile 1873, n. 1566 (minuta), in ASR, Prefettura di Roma. Gabinetto, b. 52, prot. 1566.
28) Il commissario di Borgo, però, continuava a redigere i rapporti giornalieri al questore e, oltre che a Visconti Venosta, inviava quotidianamente rapporti sulla malattia del pontefice anche al prefetto Gadda. Fra le carte del ministro degli Esteri, conservate in ACS, Carte Visconti Venosta, scatola 5, pacco 11, fase. 7, sono conservati tutti i rapporti quotidiani di Manfroni a Visconti Venosta, mentre fra le carte della Prefettura, conservate in ASR, Prefettura di Roma. Gabinetto, b. 52, prot. 1566, sono conservati i rapporti dello stesso commissario al Gadda: tra le due serie di rapporti non vi è quasi mai alcuna sostanziale divergenza.
29) S; pensi, ad esempio, al delicato ruolo che svolse, alla vigilia e durante la grande guerra, il diligente e scrupoloso commissario di Borgo, Cesare Bertini, nei riferire al governo sulle attitudini del Vaticano verso l'Italia in quella così critica congiuntura storica, ed anche nello stemperare qualsiasi tensione che poteva insorgere nell'incandescente clima d'allora. Cfr. a questo proposito G. SPADOLINI, Giolitti e i cattolici (1901-1914), Firenze, 1971 (4a edizione aggiornata), pp. 489-517.
3Q> Cfr. Sulla soglia del Vaticano 1870-1901, Dalle memorie di Giuseppe Manfroni. Saggio introduttivo di A. C. JEMOLO, Milano, 1971, pp. 154-155. In effetti il primo rapporto di Manfroni a Visconti Venosta, il giorno successivo della visita di questi a