Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
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1991
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La malattia di Pio IX nel 1873
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[...] Mentre, appena alzatomi, ricevevo i rapporti della notte e mi disponevo ad uscire per la consueta visita dei posti, sento fermarsi alla porta del mio ufficio una carrozzella e dalla finestra veggo discenderne il prefetto, accompagnato da un signore dall'aspetto molto distinto, ed a cui egli cedeva la destra con atto rispettoso [...]. Scendo in fretta le scale, e sul ripiano il prefetto mi presenta sua Eccellenza il ministro Visconti Venosta. Questi mi fa un breve saluto e mi invita a precederlo nel mio ufficio. Si siede nel mio scrittoio, e incomincia un interrogatorio in piena regola in tono cortesissimo, ma risoluto. Quali sono le notizie della notte; come me le sono procurate; come mi procuro quelle che giornalmente trasmetto ai miei superiori; quale grado di probabilità hanno, e via dicendo. Brevi e secche le domande; chiare e diffuse le risposte; il viso impassibile del mio interrogatore non esprime né lode né biasimo [...].3n
Manfroni aggiunge quindi di essersi avviato con il ministro ed il prefetto in un giro di ricognizione dei luoghi circostanti il Vaticano, avendo Visconti Venosta espresso l'esigenza di appurare direttamente rorganizzazione della sorveglianza.
La visita proseguiva nei suoi ricordi il commissario fu lunga e minuziosa; percorremmo anche da porta Cavalleggeri a porta Angelica il circuito delle mura vaticane; non entrammo però in San Pietro. Dopo più d'un'ora e mezzo ritornammo in ufficio, e dato ordine che nessuno venisse a disturbarci, il ministro espresse la sua soddisfazione per ciò che di mia iniziativa avevo preparato: disse che il governo ed il Re volevano che l'Europa intera fosse ammirata dal nostro contegno nell'occasione, prossima o remota, della morte del Pontefice; parlò, come sapeva parlar lui, dell'interesse immenso dell'Italia perché il primo conclave dopo la caduta del potere temporale, e che egli era certo si sarebbe tenuto a Roma e nel Vaticano, riuscisse liberissimo da ogni e qualsiasi apparenza, anche remota, di violenza [...]. A tarda sera ebbi un avviso verbale del prefetto, che incominciando dal domani, dovessi spedire giornalmente, ed occorrendo più volte al giorno, un bollettino sulla salute del papa e sulle novità più importanti anche al ministro degli Esteri, direttamente a casa sua, servendomi del mezzo più rapido, cioè di un messo in carrozzella.32)
Il giorno 12 aprile, su invito di Gadda, Manfroni iniziava ad inviare a Visconti Venosta ed allo stesso prefetto i suoi rapporti giornalieri sull'evoluzione della malattia del Papa.33) Quelli al ministro degli Esteri
Borgo, porta la data del 12 aprile e non del 16, come si desume dalle memorie del commissario.
31) Ivi, pp. 155-156.
32) Ivi, pp. 157-158. 11 ruolo particolare assunto da Manfroni in questa ed in altre circostanze doveva peraltro suscitare le gelosie del nuovo questore di Roma Bolis, che non gradiva di essere scavalcato da un suo diretto subalterno in questioni di cosi delicata importanza {Ivi, pp. 152-153).
33) Manfroni a Gadda, Roma, 12 aprile 1873, in ASR, Prefettura dì Roma. Gabinetto, busta 52 prot, 1566 ( Ho ricevuto il vigli etto di V. S. e l'assicuro che tutte le mattine, più ad un'ora che ad altra, l'informerò ed informerò pure S. E. il Ministro degli Esteri, delle notizie che mi perverranno dai confidenti appositamente