Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1991>   pagina <184>
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Carlo Maria Fiorentino
(i più. significativi dei quali riportiamo in Appendice) sono in tutto settanta, e vanno appunto -dal 12 aprile al 9 giugno (il 17 ed il 18 maggio il commissario inviò due rapporti giornalieri, di mattina e di pomeriggio), per poi riprendere dal 4 settembre dello stesso anno (quando Pio LX si ammalò nuovamente per alcune settimane) al 12 settembre.34) Le infor­mazioni che riceveva Manfroni sul conto del Papa provenivano diretta­mente dal Vaticano ed erano il frutto dei suoi contatti (diretti o per interposta persona) con gli stessi inservienti addetti alla pulizia delle stanze del pontefice o ad altri incarichi minori, che presumibilmente ricevevano dal commissario qualche piccola somma.35) Tali notizie, proprio per la natura della loro fonte, erano molto più. credibili delle tante voci che circolavano nella stampa, spesso artatamente false o esagerate per far aumentare la tensione politica oltre che le tirature dei giornali; voci a cui, con disappunto dello stesso Manfroni, sembrava dar credito il questore di Roma.36)
accordati, dietro la di lei autorizzazione, sulla salute del Papa ). I rapporti di Manfroni al Gadda ed al ministro degli Esteri erano redatti non su carta d'ufficio e privi, quindi, di numero di protocollo. Ciò stava a confermare il carattere straordinario ed ufficioso dell'incarico impartito al commissario.
3*) I rapporti a Gadda, in questa seconda fase della malattìa del Papa, si protrassero invece fino al 23 dello stesso mese ma non aggiungevano nulla a quelli inviati al ministro. Essi sono conservati, come si è già detto, in ASR, Prefettura di Roma. Gabinetto, busta 52, prot. 1566. D'ora in avanti li citiamo solamente riportando la data, senza indicare la segnatura archivistica.
35) Qualche accenno agli informatori sì trovano nei rapporti al Gadda del 14 aprile ( Un nuovo confidente mi ha detto che Mons. Ricci pose in seria avvertenza la servitù più diretta alla camera del Papa, minacciando di cacciarla qualora lasciasse sfuggire qualche notizia sulla salute del Papa ), del 20 aprile ( I confidenti erano stati trattenuti qualche ora di più in palazzo per altri servizi ), del 16 maggio ( Le persone di servìzio hanno avuto replicate raccomandazioni di non dire nulla sulla malattìa del Papa, e sebbene i camerieri segreti nascondano sempre la verità agli altri (come hanno fatto nei giorni andati dicendo che stava meglio quando invece peggiorava) pur tuttavia questi altri facendo bene attenzione all'andamento delle cose, hanno modo d'accorgersi se vi fosse un aggravamento o altre novità, e tuttora mi hanno assicurato di tenermi al corrente ), e del 24 maggio ( un sedìario del papa mi ha assicurato che oggi alle ore 11 [...] ha aiutato a portare in giardino il Papa in sedia ). Un accenno indiretto al compenso che questi informatori ricevevano si ha nel rapporto sempre al prefetto del 16 aprile ( Al momento mi servo delle L. 300 che avevo speso prima e che V. S. IH .ma gentilmente mi rimborsò, e siccome la Questura non mi mandò ancora nemmeno il solito piccolo fondo, così ho stimato di pregare il Sig. Questore a mandarmi intanto qualcosa ).
36) Mei rapporto al Gadda del 6 maggio, mal celando una certa irritazione Manfroni scriveva: Ieri verso il mezzodì la Questura (che pure riceve due miei rapporti ogni giorno) mi mandò lettera urgentissima per sapere se era vero che il Papa fosse morto, poiché insistente correva tale voce per Roma. Simili voci erano senza alcun fondamento ...] (il corsivo è nostro). Il dissidio fra Bolis e Manfroni molto probabilmente non era unicamente dovuto alla gelosia professionale, ma anche, e forse soprattutto, ad un diverso atteggiamento politico di fronte alle questioni con il Vaticano. Mentre il commissario di Borgo, buon cattolico e buon liberale, ottimo funzionario.