Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
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1991
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La malattia di Pio IX nel 1873
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Nonostante i primi rapporti di Manfroni assai confortanti sulla salute del Papa,37) che smentivano le notizie allarmanti nella città sulla sua iimmintente scomparsa, il prefetto Gadda, di concerto con il tenente generale Cosenz, comandante della Divisione militare territoriale di Roma, si preoccupò immediatamente di rafforzare con un ulteriore numero di militari l'organico di truppa preposto alla sorveglianza delle zone adiacenti al Vaticano.38) Si temeva infatti un peggioramento della salute del Papa
costretto per anni a restare in una posizione di second'ordine, commissario anziché ispettore, perché non si sapeva come sostituirlo (G. MARTINA, Pio IX (1867-1878), cit., p. 509, nota 86), si adoperava con tutte le sue energie per mediare le frizioni fra Chiesa e Stato e fra cattolici e liberali, il questore non dava sempre l'impressione di muoversi in questa stessa direzione (come si desume dalla documentazione conservata in ASR, Prefettura di Roma. Gabinetto, relativa al periodo in cui Bolis fu questore di Roma, cioè dal 1873 al 1876).
37) Cfr. App., documenti 1-8. Il questore Bolis, però, continuava a dare credito alle voci più allarmistiche, e il 15 aprile scriveva al Gadda affermando che in Vaticano si ostenta una grande sicurezza, e si dice e si fa dire che il papa sta meglio, ma i fatti non segnalano alcun effettivo miglioramento (ÀSR, Prefettura di Roma. Gabinetto, busta 52, prot. 1566); ed anche il prefetto scriveva al ministro dell'Interno Lanza nel senso indicato dal questore: I famigliari del Papa continuano a far credere che si tratti di cosa assai lieve e che Egli stia a letto solamente per deferenza ai medici, mentre si sentirebbe invece disposto ad esche di stanza (ivi).
3*) A metà aprile il gen. Cosenz inviava un biglietto al Gadda incaricandolo di avvertire Manfroni dì mettersi in contatto col colonnello Annibale Boni, comandante del 1 Reggimento Granatieri, per concertare insieme il servizio d'ordine {Cosenz a Gadda, Roma, 15 marzo [ma aprile], n. 1673, in ASR, Prefettura di Roma. Gabinetto, busta 52, prot. 1566). La collaborazione fra Manfroni e il col. Boni, almeno all'inizio, non fu tra le più felici: agli occhi del prudente Manfroni, che lo ricorda nelle sue memorie, il colonnello si mostrava troppo amico delle vie spicce e dirette, che in politica non sempre sono le più brevi, né le più sicure (Sulla soglia del Vaticano, cit., p. 159). 11 suo dissidio con il col. Boni intorno alle disposizioni da prendere in caso di decesso di Pio IX Manfroni lo esternava il 17 aprile nel quotidiano rapporto al Gadda: Da quanto ho potuto arguire, sembra intenzione sua [del col. Boni] che morto il Papa {appena se ne abbia la notizia) di sbarrare il ponte con Truppa e fare altre operazioni esteme intorno al Vaticano operazioni preventive giustissime e ragionate quando vi sia un fondato motivo di immediati disordini o un principio qualunque, ma che ove nulla vi fosse di tutto questo e che non si trattasse di semplici timori eventuali, mi sembrerebbe troppo. A mio avviso, crederei invece opportuno (a meno che vi siano fondati timori di immediati disordini) di radoppiare [sic] il picchetto di guardie in piazza S. Pietro, e tenere una compagnia sotto le armi consegnata nel quartiere del Sant'Ufficio, non appena si avessero notizie gravi sulla salute del Papa, e che pervenuta la notizia della morte fosse immediatamente consegnala tutta la Truppa esistente nel rione, e provvedere poi mano a mano nei servizi esterni conforme si verificheranno i bisogni, limitando il tutto alla sorveglianza degli agenti senza apparato di forza armata [...] . In effetti* la soluzione proposta dal commissario di Borgo era la più. razionale, e soprattutto non avrebbe dato l'impressione agli occhi di tutti che il Vaticano si trovasse in una sorta di morsa militare che somigliava mollo allo stato d'assedio. Il giorno successivo (18 aprile), però, lo stesso Manfroni informava il prefetto di aver avuto un chiarimento con il col. Boni, e che questi aveva modificato i suoi progetti iniziali.