Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1991>   pagina <186>
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Carlo Maria Fiorentino
e di essere colti di sorpresa in caso del suo decesso, con il risultato di non poter prendere tempestivamente quelle misure dì ordine interno * e di ordine diplomatico in vista soprattutto del conclave. A questo pro­posito, anche il diligente Manfroni aveva raccolto dai suoi informatori voci oirca le disposizioni adottate dal S. Collegio nell'eventualità dell'ele­zione del nuovo pontefice:
Ho indagato con circospezione, circa al luogo ove si farebbe il Conclave, se cioè in Roma o all'estero, e sembra che nulla di deciso siasi fin qui stabilito fra i Cardinali. Mi si osservò che ove fossevi all'uopo stato un Concistoro, comunque segreto, qualcosa ne sarebbe trapelato. Che potrebbe darsi il caso però che il Papa stesso abbia ciò stabilito con bolla segreta, come i gesuiti e gli ultramontani tentarono di indurlo a fare, ma che Esso si dimostrò contrario da principio, e che si ritiene non abbia accondisceso nemmeno dopo; che ove si facesse il Conclave all'estero vi sarebbe probabilità riuscisse Papa uno non italiano; che fra gli stessi Cardinali italiani vi sono al riguardo due partiti, quelli cioè per il Conclave a Roma e subito, e altri, pochi però, che appoggiano i forestieri perché sia fatto fuori nella speranza anche di poter, con tale occasione, maneggiarsi con qualche Governo. Che nel caso in cui il Papa si trovasse in serio pericolo, verrebbe immediatamente a Roma Vannicelli, Monchini e Pasci [per Pecci?], che si ritiene siano del primo partito, e De Angelis, che è camer­lengo e che ora trovasi a Fermo. Mi si è poi detto che qualche Cardinale, ì gesuiti e alcuni Monsignori, avversi al Governo, tempo fa, ebbero fatto sentire al Papa il timore di minacci e [sic] e maltrattamenti e di imporre insomma, per parte della canaglia, qualora si facesse il Conclave in Vaticano, e che era da aspettarsi che il Governo avrebbe forse lasciare fare f...].4
I rapporti di Manfroni a Visconti Venosta, anche se apparentemente monocordi ed assai stringati, sono di notevole interesse documentario perché ci consentono di entrare nelle stanze del Papa, di cogliere i segni del suo stato fisico e soprattutto psicologico, della sua fragilità umana, di valutare i criteri che guidavano la gerarchia in questa situazione, le sue attenzioni e le sue diffidenze nei confronti di possibili fughe di notizie,
39 Si temevano soprattutto agitazioni di clericali che, stando alle notizie per­venute alla Prefettura, si sarebbero affidati alla guida di De Merode, Kanzler e Monari. 11n qual guisa scriveva con qualche perplessità il prefetto al ministro dell'Interno il partito clericale raccolga dalle presenti circostanze la speranza di qualche propizio avvenimento non si saprebbe vedere. È però d'uopo prendere le necessarie precauzioni per prevenire i possibili tentativi di disordini, e perché sia manifesto che il Governo non tollererebbe pressioni di alcun genere, qualunque ne fosse il movente e da qualsiasi parte volessero esercitarsi (Gadda al ministro dell'Interno, Roma, 15 aprile 1873, n. 1673, in A5R, Prefettura di Roma. Gabinetto, busta 52, prot. 1566).
40) Manfroni a Gadda, [Roma], 14 aprile 1873. Intanto, il questore Bolis aveva preso accordi con i colleghi di Firenze Livorno, Bologna, Milano, Napoli, per essere avvertito in tempo della partenza per Roma di vescovi e Prelati , interessando le Aut[orit]à politiche della Città ove risiedono i cardinali perché vogliano informare della partenza dei medesimi per Roma, come di tulio quanto potesse venire a loro cognizione in rapporto all'attuale circostanza (Bolis a Gadda, Roma, 16 aprile 1873, n. 1791, in ASR, Prefettura di Roma. Gabinetto, busta 52, prot, 1566).