Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1991>   pagina <189>
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La malattia di Pio IX nel 1873 189
col gentìlomo, e il maestro di casa con mantelletta e spadino allo sportello andò a farsi riconoscere. È la prima volta dopo il 1870 che un Principe o un Cardinale siasi fatto vedere a riprendere le primitive consuete abitudini di gala. La popo­lazione sortiva in strada per vedere, ma non vi fu alcun inconveniente, sibbene dopo il passaggio del Principe, dai liberali si satirizzasse alquanto a suo riguardo.50)
Il 9 giugno 1873 la malattìa del Papa sembrava ormai definitivamente superata, e Manfronì insieme al rapporto delle prime ore della mattina5" inviava al ministro degli Esteri una nota d'ufficio in cui lo informava che avrebbe cessato di redigere ulteriori rapporti ( rapportine), limitan­dosi a segnalare quelle novità che al riguardo sorgessero P
3. La diffusione della notizia della malattia di Pio IX nella primavera del 1873 rimise in moto la diplomazia, che riprese il filo dei pourparlers interrotti (mai completamente, però) l'anno precedente. Con l'ambasciatore francese presso il Re dltalia il Valtellinese aveva affermato l'interesse tanto della Francia quanto dell'Italia [...] che fosse eletto, se possibile, un Papa a tendenze moderate e concilianti; e [che] la nuova nomina non fosse il segnale di maggiori turbamenti nel mondo cattolico e non aggravasse le difficoltà attuali.53)
La congiuntura internazionale peraltro sembrava non nascondere nubi per l'Italia. Da Vienna giungevano notizie confortanti: Andrassy, preoccu­pato per la salute del papa,54) manifestava all'ambasciatore italiano la sua contrarietà all'idea di tenere il conclave fuori d'Italia, come lo stesso card. Antonelli aveva fatto intendere al Thiers. Il cancelliere austriaco.
50) App., doc. 26. 5n App., doc. 30.
52) Manfroni a Visconti Venosta, Roma, 9 giugno 1873, n. 350, in ACS, Carte Visconti Venosta, scatola 5, pacco 11, fase. 7.
Tra le carte di Visconti Venosta conservate nell'Archivio Centrale dello Stato, insieme a quelli del Manfroni, troviamo alcuni rapporti sulla malattia del papa di Attilio Filosini, che già abbiamo incontrato come informatore del ministro degli Esteri, ed altri anonimi sullo stesso argomento: fra questi, alcuni attribuibili a mons. Tancredi Bella, prelato di Curia dai contorni non ben definiti, che probabilmente per denaro forniva notìzie a quanti venivano in contatto con lui su ciò che si diceva e si faceva in Vaticano. (Su questo singolare prelato, v. C WEBER, [Cardinale und Priilaten in den letzen Jahrzehnten des Kirchenstaates, II, Stuttgart, 1978, pp. 649-715; anche G. MARTINA, Roma capitale dello Stato Pontifìcio nel Risorgimento, in Le città capitali degli Stati pre-unitari. Atti del UH Congresso di Storia del Risorgimento Italiano (Cagliari, 10-14 ottobre 1986), Roma, 1988, pp. 343-344).
53) Visconti Venosta a Nigra, Roma, 15 aprile 1873 (dove riporta il contenuto del colloquio avuto con Fournier quello stesso giorno), in DDI, II, voi. IV, p. 458. Nigra rispondeva di 23 aprile, affermando che, dal modo con cui il Thiers e Rémusat si esprìmevano con lui, si doveva concludere che in fondo essi desiderano un Papa non molto diverso da quello che desideriamo noi (ivi, p. 471).
M) Di Robilant a Visconti Venosta, Vienna, 17 maggio 1873, ivi, pp. 500-501.