Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1991>   pagina <190>
immagine non disponibile

190
Carlo Maria Fiorentino
anzi, assicurava che egli stesso avrebbe sconsigliato la Santa Sede dal prendere una simile iniziativa.55)
Visconti Venosta, però, non si fidava completamente delle buone intenzioni della diplomazia europea, e teneva all'erta Di Robilant sull'even­tualità, assai temuta, che frattanto dietro noi e a nostra insaputa si facciano degli accordi contrarii ai nostri interessi e alle vedute della nostra politica nella questione pontificia a.56) Infatti, non si poteva ancora escludere del tutto la possibilità di un accordo in funzione antitaliana di alcune potenze cattoliche (Francia ed Austria soprattutto) ed in questo senso il nostro ministro degli Esteri sollecitava l'ambasciatore italiano a Vienna a lavorare presso quella Corte in maniera di paralizzare almeno in parte quell'azione sfavorevole a noi che la Francia volesse esercitare J.57) Infatti della Francia, data la sua situazione interna sempre fluida, dove era sempre possibile una revanche del legittimismo, non ci si poteva fidare, nonostante le assicurazioni in proposito dell'accorto Nigra.58*
In verità, Visconti Venosta era ben consapevole dello stato in cui si trovava l'Italia di fronte all'Europa cattolica, pronta a trarre profitto da qualsiasi imbarazzo che poteva provenirgli dalla questione romana, ancora lontana dall'essere sciolta, ed anzi ancor più ingarbugliata -dalla legge sulle corporazioni religiose che proprio in questo torno di tempo si stava discutendo alla Camera; tanti trambusti creati in Parlamento e nella piazza si potevano rivolgere in sede diplomatica contro l'Italia.**)
Questa situazione, infatti, avrebbe potuto favorire l'opinione di coloro che volevano tenere il conclave fuori d'Italia. Secondo Visconti Venosta, che nella lunghissima lettera a Di Robilant del 20 maggio riassumeva tutte le sue preoccupazioni intorno aHo spinoso problema, non ci voleva una grande perspicacia per comprendere tutte le conseguenze negative di una simile decisione così ostile all'Italia:
In primo luogo il Conclave, tolto da Roma per opera degli esaltati, condotto dove questi vorranno, circondato tosto dall'atmosfera che concorreranno a fargli intorno tutti i fanatici d'Europa, sarà dominato dagli ultra che avranno già ottenuto un pieno trionfo e non darà altra elezione che quella da loro voluta.
35) Di Robilant a Visconti Venosta, Vienna, 13 maggio 1873, ivi, pp. 490-492.
56) Visconti Venosta a Di Robilant, Roma, 20 maggio 1873, ivi, p. 505.
57) ivi. Cfr. anche F. CATALUCCIO, La politica estera di E. Visconti Venosta, cit., pp. 68-69.
58; Sul Nigra, cfr. il ritratto di CHABOD, Storia della politica estera, cit., pp. 600-618; ma anche il giudizio di 11. MORI, La questione romana 1861-1865, Firenze, 1963, p. 200 nota 1 (che prende lo spunto dalla stesura della convenzione di settembre del 1864, e ne limita rispetto allo storico valdostano le qualità diplomatiche).
59) Visconti Venosta a Di Robilant, Roma, 20 maggio 1873, cit., pp. 505-506. Sull'interessamento di Francesco Giuseppe olla questione della soppressione delle corpo­razioni religiose in Italia, v. la lettera di Di Robilant a Visconti Venosta, Vienna, 6 luglio 1873, DDI, II, voi. IV, p. 611 <cfr. MARCELLI, / problemi di politica estera, cit,, pp. 223-224).