Rassegna storica del Risorgimento
TUVERI GIOVANNI BATTISTA
anno
<
1991
>
pagina
<
210
>
210 Lorenzo Del Piano
poter muovere un appunto non marginale: quello di avere previsto la pubblicazione integrale degli scritti di carattere dottrinario (che pochi hanno letto e pochissimi, temiamo, leggeranno) e di avere usato una diversa misura nei confronti degli scritti giornalistici, di importanza non certo minore, sia perché diretti ad un pubblico più vasto, sia perché richiamano l'attenzione di specialisti e di profani su aspetti non secondari della questione sarda, sia perché consentono di meglio definire l'originalità del pensiero del Tuveri, sia infine perché rappresentano un tentativo, non importa se riuscito o no, di dare un'educazione politica ad un popolo che ancora oggi molti si affannano a diseducare, o piuttosto ad educare in senso negativo. Gli scritti giornalistici del Tuveri risulteranno dunque in gran parte sacrificati, in parte distribuiti in diversi volumi, secondo criteri nuovissimi, che certo non riflettono le caratteristiche di un'opera omnia, la quale, come le accademie del marchese Colombi, o si fa o non si fa.
Aggiungiamo che ci sembrerebbe di sfondare porte da tempo spalancate se dovessimo fare più di un rapido accenno all'importanza universalmente riconosciuta agli scritti giornalistici come fonte sussidiaria o, in mancanza di documenti d'archivio, primaria e spesso esclusiva, della storia recente. Non meno noto è che la storia del giornalismo ha conquistato piena dignità culturale, come dimostrano per la Sardegna i lavori di Laura Pisano, Francesco Atzeni, Gianfranco Murtas e molti altri. Meglio sarebbe stato perciò, dato anche il fatto che la sponsorizzazione della Regione non poneva insuperabili limiti di carattere finanziario, raccogliere in ordine cronologico e nel numero di volumi necessario tutti o quasi gli scritti giornalistici del Tuveri, compresi gli opuscoli che trattano questioni di generale interesse, e che solo con un'evidente forzatura possono essere isolati dalla complessiva attività pubblicistica dell'autore.
Dell'opera omnia del Tuveri è uscito ora il primo volume, che comprende Il Veggente ed il trattato Del dritto dell'uomo atta distruzione dei cattivi governi. Completano il volume un'introduzione di Norberto Bobbio, e pregevoli saggi di Aldo Accardo, Luciano Carta e Sebastiano Mosso, che possono essere letti, con profitto anche dai non specialisti.
Il libro è stato favorevolmente recensito nel corso di una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Franco Restaino, Girolamo Sotgiu e p. Bartolomeo Sorge S. J.
Con un lieve anticipo rispetto a questo volume ha visto la luce un'opera di Alberto Conni, il giovane studioso al quale abbiamo già avuto occasione di accennare, il libro, intitolato La politica della ragione - Antologia di scritti ( 1848'J884), per un eccesso di modestia dell'autore è uscito sotto il nome del Tuveri, ma così disponendo Alberto Contu non ha previsto di suscitare qualche perplessità nei lettori più pignoli: alle prefazioni di Giancarlo Sorgia e di Paolo Savona segue infatti l'introduzione di Contu, non priva di spunti polemici, dopo di che si salta alla parte antologica, che viene presentata come appendice, mentre in realtà costituisce il corpo del volume. Altra lieve menda che l'autore ci consentirà di rilevare è che