Rassegna storica del Risorgimento

TUVERI GIOVANNI BATTISTA
anno <1991>   pagina <214>
immagine non disponibile

214
Libri e periodici
nella democrazia italiana tra il 1850 ed il 1857, cioè in quegli anni cruciali durante i quali il milanese sviluppò la sua polemica con Mazzini sulle idee e sulle e anni , mentre più in generale si dibatterono, filtrandoli attraverso le esperienze quarantottesche, i temi dell'unità e della federazione, del repubblicanesimo più puro con quello disposto ai compromessi con la monarchia costituzionale, dei rapporti tra politica ed obiettivi sociali da perseguire.
In questa galleria di personaggi non poteva mancare Garibaldi rivisitato tra mito e politica; costui, in mancanza di un'interna coerenza e di organicità del suo pensiero, viene valutato in funzione dell'empiricità e del pragmatismo che sempre lo contraddistinsero e che si accompagnarono con l'istintiva comprensione dei bisogni e delle aspettative delle classi più povere e con l'identificarsi con esse; ed infatti, a proposito dell'annosa questione intorno al suo socialismo , viene giustamente sotto­lineato che una tale etichettatura deve intendersi nel significato che ebbe al tempo dei ' precursori * della prima metà dell'Ottocento, vale a dire di una corrente di pensiero politico-sociale che dava la priorità alle questioni relative all'assetto della società rispetto a quelle delle forme istituzionali e mirava ad eliminare gli squilibri economici realizzando strutture più giuste ed umane di vita associata (pp. 305-306).
Segnaliamo infine un saggio su un tema che ai giorni nostri ritorna di attualità, vale a dire quello sull'opportunità in Italia di un ordinamento statuale di tipo federativo, perché con le pagine che l'A. dedica alla federazione nel dibattito politico risorgimentale ci viene spontaneo fare un paragone tra i patrioti dell'Ottocento ed i nostri leghisti. Leggendo infatti le argomentazioni dei primi non possiamo non cogliere la loro ansia per la libertà e la travagliata ricerca della strada migliore per affermarla, nonché l'alta statura morale ed intellettuale, tutti elementi che aprono un solco invalicabile dai secondi che, con artifici pseudostorici e pseudoculturali, affermano di esserne gli eredi.
In conclusione possiamo dire che siamo in presenza di un ottimo libro che, come sempre accade quando leggiamo le pagine di Della Peruta, non solo ci fornisce stimoli ed indicazioni per lo studio del Risorgimento, ma ci dimostra anche che all'interno di esso vi sono zone ancora da esplorare; inoltre c'è da sottolineare che in una raccolta di saggi ci troviamo talvolta di fronte ad una certa non omogeneità, ma in questo caso l'A. ha dato un carattere unitario di fondo alle biografie politìco-intellettuali, in modo tale che, grazie all'impiego delle nuove prospettive aperte dalla più recente storiografia, abbiamo un grande affresco delle correnti politiche dell'Italia preunitaria,
GIOVANNI LUSERONI
Scritti editi ed inediti di GIUSEPPE MAZZINI, nuova serie, voi. IV: Zibaldone giovanile, voi. IV, a cura di MARIA LUISA TREBILIANI; Imola, Galeati, 1990, in 8, pp. VIII-532. L. 20.000.
Con questo volume si chiude la faticosa edizione di sei grossi quaderni che sono stati definiti Zibaldone giovanile, in quanto la loro compilazione è certamente anteriore all'esilio.
Nell'epoca delle fotocopie e dei microfilm, può apparire quasi inverosimile che, allora, si dovesse copiare, riassumere, annotare, prima di restituire libri e riviste. La mia generazione, che ha conosciuto le lunghe ore in biblioteca, penna in mano (o matita se al Record Office) a copiare e a sunteggiare, così come faceva Mazzini, può, forse, capire meglio il perché e il valore di questi Quaderni.