Rassegna storica del Risorgimento
TUVERI GIOVANNI BATTISTA
anno
<
1991
>
pagina
<
215
>
Libri e periodici
215
Al perché ho già accennato. Pur possedendo merito del padre una biblioteca abbastanza fornita, i libri se li faceva prestare o, spesso, li leggeva clandestinamente, così come le riviste. Una larga parte dei Quaderni è occupata da testi, soprattutto giuridici (quante pagine in latino!) necessari per gli esami universitari. Lo stesso per altre materie che Mazzini abbandonerà coinvolto in altri interessi. La fatica dei curatori dei quattro volumi (Arturo Codignola, Lucrezia Zappia, Maria Luisa Trebiliani) è stata resa difficile, così come ammettiamolo la lettura, perché Mazzini non scriveva pagina dopo pagina. Egli buttava un appunto qui per riprenderlo a distanza quando il foglio era completo. Non gli importava la continuità degli argomenti; sembra quasi voler risparmiare carta e inchiostro.
Il valore? In linea generale gli Zibaldoni ci indicano i termini e i limiti della cultura di un giovane universitario della prima metà dell'Ottocento. Gli interessi sono molteplici, enciclopedici, come si usava in un'epoca che escludeva la specializzazione esasperata alla quale assistiamo oggi. Dalla letteratura alla storia, alla giurisprudenza, alle scienze esatte, secondo criteri che sopravvivono, sia pur indeboliti, nel nostro liceo classico, il quale, infatti, era il solo che apriva le porte a tutte le facoltà universitarie.
Si tratta di vedere se Mazzini, in quegli anni giovanili, si era preoccupato di acquisire la vera cultura, le basi, cioè, per studi ulteriori ad alto livello. A mio avviso la risposta non può che essere negativa.
Le ideologie e le prassi politiche entrarono nel bagaglio intellettuale di Mazzini appena passato il confine. La lettura attenta di testi sicuri avverrà nei primi anni dell'esilio londinese, nelle lunghe ore passate al British.
Questa non è un'illazione, ma una certezza, basata sugli autografi di quello che impropriamente viene definito Zibaldone romano. Non più quaderni, ma fogli staccati per ogni volume consultato del quale si danno anche i dati bibliografici; riassunti e citazioni precise seguite da commenti.
Da questo materiale Mazzini estrarrà le notizie che troviamo sparse negli scritti dell'età matura.
Ma si potrà pubblicare questo che è, veramente, materiale prezioso non tanto per il politico Mazzini, quanto per l'uomo di cultura, che leggeva Goethe nel carcere di Gaeta e metteva su carta le sue riflessioni? Temo proprio che la .Commissione editrice non sìa in grado di continuare il suo lavoro, come del resto altre iniziative nazionali. Il comandato di cui godeva fin dal 1906 è divenuto un miraggio; i fondi per la stampa non ci sono. Per ora tutto è sospeso ed è un miracolo che si sia potuta completare l'edizione dello Zibaldone genovese.
Mi si può dire che il materiale da pubblicare sarebbe per pochi intimi. No. La Commissione dovrebbe intraprendere la raccolta e questo è compito che senza mi comandato risulta impossibile della gran quantità di lettere edite o acquisite dopo il 1943, per completare l'epistolario.
La Commissione è presieduta dal ministro per i Beni culturali e ambientali. A lui la decisione finale. Vìvere o morire?
EMILIA MORELLI
MARIA MILAGROS CÀRCEL ORT/, Relaclofies sobre el cstado de las diócesìs valenciana, 3 voli.; voi. 1 Orlimela', voi. II Valencia; voi, III Segorbe; Valencia, Generalitat Valenciana, Conselleria de cultura, cducació i ciència, 1989, pp. 1959, 59 taw. S.p.
La valorizzazione delle relazioni ad limitut, cioè dei rapporti sulla situazione della Chiesa diocesana che dalla Une del Cinquecento i vescovi cattolici sono tenuti a presentare