Rassegna storica del Risorgimento

TUVERI GIOVANNI BATTISTA
anno <1991>   pagina <218>
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Libri e periodici
attendibili per ovvi motivi <p. 229).
L'ampiezza dei primi due saggi rispetto al terzo rivelano chiaramente come il taglio giuridico da una parte e diplomatico-archivistico dall'altra prevalgano su quello storico.
In effetti Vicente, oltre che storico della Chiesa spagnola, autore tra l'altro di una Historia de la Iglesìa en Valencia, Valencia, Arzobispado, 1986, è un giurista e Maria Milagros è titolare della cattedra di paleografia e diplomatica dell'Università di Valencia.
Si spiega cosi anche perché non venga affrontato, ma soltanto accennato a p. 94, il tema dell'attendibilità delle relazioni e quindi dei limiti della loro utilizzazione nella ricerca storica, argomento ampiamente dibattuto dalla storiografìa ecclesiastica fin dal­l'inizio di questo secolo, come viene documentato da O. CAVALLERI, Visite pastorali e 'relationes ad limino', in Archiva Ecclesiae, nn. 22-23 (1979-1980), pp. 104-107.
Se le relazioni sono fonti non innocenti in quanto scritte ai superiori e riflettono il desiderio del vescovo di fare bella figura e magari di ingrandire i suoi meritì, vero però che danno una serie di dati sulla diocesi certamente attendibili, come annota MARIO ROSA, Geografìa e storia religiosa per l'Atlante storico italiano, in Religione e società nel Mezzogiorno tra Cinque e Seicento, Bari, 1976, pp. 41-44 e rivelano la personalità del vescovo e i problemi pastorali del momento.
Ecco perché, anche se dal punto di vista storico ci si sarebbe aspettati qualcosa di più sulle singole diocesi e su ciascun vescovo, di cui si danno solo le date di nascita e morte e di episcopato, e qualche altro saggio di utilizzazione storica delle relazioni, questa ponderosa opera risulta uno strumento di lavoro eccellente per chi voglia studiare la Chiesa nella regione valenciana, anche per l'ampia bibliografia locale, riportata in nota.
Scarse invece sono le allusioni ai rapporti Chiesa-Stato, ma è interessante quanto nota Vicente Càrcel Orti a p. 92: Las relationes de los siglos XVII y XVIII, que corresponden a los perfodos de mayor control por parte del Real Consejo y a la politica regalista mas dura, sean generalmente breves, mientras que los del siglo XIX, a medida que evolucionaban favorevolmente para la Iglesia sus relaciones con el Estado espanol, sean mas amplias... Los prelados adictos a la Sede Apostòlica trataron de informar puntual y exactamente sobre sus diócesis. Mientras que los favorables al monarca espanol evitaron contactos y relaciones con la curia romana .
Quanto l'autore afferma a proposito del XIX secolo, però può valere soltanto per i periodi in cui ci fu un governo conservatore, perché al contrario durante i periodi di regime liberale e anticlericale O820-1823; 1833-1843; 1854-1856; 1868-1874) si nota una rarefazione delle relazioni; solo l'arcivescovo di Valencia invia una relazione nel 1869, con frequenti allusioni alla situazione di persecuzione in cui si trovava la Chiesa, mentre nessuna relazione viene inviata da Orlimela tra il 1828 e il 1885 e da Segorbe tra il 1829 e il 1861 e tra il 1868 e il 1878.
Tutto ciò può indicare, oltre che un reale impedimento alla libera azione pastorale da parte del governo, come ipotizzato a p. 93, anche un chiudersi dei vescovi in so stessi.
Sarebbe interessante verificare questa ipotesi per un ambito più vasto e quindi c'è da augurarsi che il lavoro continui, come auspicato da VICENTE CÀRCEL Orni, Relationes 'ad limina' de dlez diócesis easiellanas, in Burgense, 23 (1982), p. 571, e giunga ad abbracciare tutte le 55 diocesi di Spagna.
MARIA LUPI