Rassegna storica del Risorgimento

TUVERI GIOVANNI BATTISTA
anno <1991>   pagina <229>
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Libri e periodici 229
MARCO DORIA, Ansaldo. L'impresa e Io Stato; Milano, Franco Angeli, 1989, in 8. pp. 408. L. 48.000.
La storia di un'impresa può essere vista come parte di quella del settore di appartenenza, oppure come risultante dello sforzo individuale e solitario dell'imprenditoire. Talvolta questi elementi vengono fusi, tanto da rendere- difficilmente definibili i confini tra storia d'impresa, storia sociale o storia del movimento operaio.
Anche ài lavoro di Marco Doria sull'Ansaldo, si presta a diversi piani di lettura, pur se egli ne ha volutamente esclusi alcuni, come quello concernente la classe operaia, di cui si parla solo in riferimento agli anni 1945-1950, allorché il movimento operaio fu in grado di prospettare e di battersi per ipotesi alternative di sviluppo dell'impresa. Alla base della scelta compiuta, precisa l'Autore, sta la decisione di focalizzare l'attenzione sulle vicende storico-economiche dell'Ansaldo, un'impresa tra le maggiori del panorama industriale italiano, le cui vicende si intrecciano, inevitabilmente, con quelle economiche, politiche e sociali del Paese. Essa, come poche altre imprese, sembra rispecchiare la tipologia e le contraddizioni dello sviluppo economico ed industriale italiano, tanto da esserne in qualche modo additabile a paradigma esemplare , come è affermato nell'intro­duzione al libro in esame.
Due sono le costanti nella storia dell'Ansaldo: le debolezze strutturali (scarsità di capitali, insufficienza del mercato interno, dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento delle materie prime e per una parte consistente del know-how più specialistico), che limitano il suo sviluppo, così come quello di tutta l'industria italiana, ed il ruolo dello Stato, che indirizza ed incoraggia tale sviluppo, nonostante le debolezze strutturali ricordate. Sono proprio questi gli aspetti che l'Autore tende ad approfondire. Egli esamina la. gestione aziendale e le caratteristiche strutturali dell'impresa, nonché le imperfezioni del sistema economico in cui opera, per poi soffermarsi sull'andamento di taluni fenomeni della vita dell'impresa, come la variazione dei profitti, dei prezzi, della produttività e dei salari, considerandoli quali aspetti di una condizione complessiva dell'azienda e cercando di individuare le loro interrelazioni.
Il volume ripercorre le vicende dell'Ansaldo dalla metà dell'Ottocento agli anni Sessanta di questo secolo, assumendo il 1966 come termine ad quem per evitare di spingersi in un periodo ancora troppo attuale per poter essere letto ed interpretato in chiave storica. L'esposizione della materia obbedisce ad un criterio fondamentalmente cronologico. All'interno di ogni capitolo vengono considerate singolarmente le varie tematiche, in relazione ai diversi periodi: la congiuntura economica, la politica industriale dello Stato, le condizioni del mercato, le scelte strategiche dell'impresa, la sua produzione, le questioni finanziarie e l'amministrazione della forza lavoro.
Un dall'inizio l'Ansaldo intreccia con lo Stato un rapporto intenso ed articolato, che presiede alla sua stessa nascita. Il 2 maggio del 1846 l'ingegnere inglese Filippo Taylor e Fortunato Prandi, uomo d'affari torinese, stipulano con l'Azienda generale delle Ferrovie, organo dello Stato preposto alla politica ferroviaria, una convenzione in base alla quale sono demandati all'imprenditoria privata i compiti di gestione d'impresa, mentre il governo sostiene economicamente l'iniziativa, stabilendo i criteri di determinazione dei prezzi delle produzioni. Viene costruito a Sampierdarena, lo stabilimento Meccanico, poi ceduto ad una costituenda società in accomandita (in seguito agli insuccessi di Taylor e Prandi), composta da Giovanni Ansaldo, socio accomandatario e tecnico del gruppo, da Raffaele Rabattino, armatore ed attivo uomo politico, da Giacomo Filippo Penco, tipico rappresentante della borghesia genovese con interessi in diversi settori dell'economia, e da Carlo Bombrini, direttore della Banca Nazionale degli Stati Sardi. La società Gio. Ansaldo C. si costituisce con scrittura privata del settembre 1852, con capitale versato di 320.000 lire. Fino al 1855 gli utili sono scarsi. Seguono alcuni anni di perdite ma,