Rassegna storica del Risorgimento
TUVERI GIOVANNI BATTISTA
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1991
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230
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Libri e periodici
all'epoca della seconda guerra d'indipendenza, allorché le commesse statali giungono abbondanti, sì realizzano buoni profitti. Dal 1863 è di nuovo un continuo accumularsi di perdite. Eppure, nonostante i negativi risultati reddituali, l'Ansaldo sopravvive, grazie allo Stato, cliente benevolo, che commissiona ed acquista sul mercato interno ciò che con sensibile risparmio potrebbe importare dall'Inghilterra o dalla Germania. È lo Stato, quindi, che si sobbarca l'onere di una maggiore spesa in vista di un superiore interesse nazionale .
L'affermazione della sinistra parlamentare, nel 1876, porta ad una maggiore tutela degli interessi della borghesia urbana ed industriale. Lo Stato attua una politica di bilancio più espansiva e le imprese beneficiano anche delle nuove tariffe doganali del 1887 e di alcune leggi specifiche che garantiscono commesse all'industria nazionale. Si afferma un sistema che l'Autore definisce statal-industrlale , un nazionalismo che vede nello sviluppo industriale e più precisamente in certi settori della metalmeccanica, un mezzo potente di affermazione del Paese. Il baricentro dell'attività dell'Ansaldo si sposta, così, sempre più verso le costruzioni navali. Questa scelta è alla base della strategia di integrazione verticale perseguita dai fratelli Bombóni, rimasti intanto i soli proprietari della società, che devono, ormai, misurarsi in campo aperto con i colossi internazionali dell'industria degli armamenti, di cui si trovano costretti ad imitare i comportamenti. Il settore è, difatti, dominato da poche imprese, di grandi dimensioni ed integrate, che si propongono di produrre da sole grandi navi da guerra, completamente equipaggiate. È questo l'obiettivo che l'Ansaldo continua a perseguire nel periodo giolittiano, con Ferdinando Maria Perrone, che assume nel 1903 la guida dell'impresa e, dopo la sua morte, nel 1908, con i figli Mario e Pio.
Gli elementi essenziali che il Doria evidenzia, per il periodo in esame, sono la costante ricerca, da parte dei proprietari dell'Ansaldo, di un partner cui appoggiarsi e la scelta della nuova forma giuridica di società per azioni, più idonea a garantire l'afflusso verso l'industria di nuovo capitale di rischio ed a consentire l'attuazione dell'articolata manovra industriale e finanziaria elaborata dai Perrone. Si costituisce, così, nel 1903, la società anonima Gio. Ansaldo-Armstrong C, ma le speranze dei Perrone, rimasti soli alla direzione dell'impresa, dopo le dimissioni dal consiglio di amministrazione di Carlo Marcello Bombrini, vengono deluse. L'impresa britannica Armstrong abbandona l'Ansaldo, a causa della scarsa redditività degli investimenti effettuati e del costante ribasso dei titoli della società, toccati dalla crisi finanziaria del 1907. Nel 1912 l'assemblea straordinaria degli azionisti delibera la modifica della ragione sociale in Società anonima italiana Gio. Ansaldo C. A partire da questo momento, il controllo dei Perrone sull'impresa è pieno ed incontrastato.
Interessante è anche l'esame del comportamento dell'Ansaldo in materia finanziaria. Negli anni 1896-1907, quando il saggio di crescita dell'economia italiana raggiunge livelli mai toccati in precedenza, prevalgono processi di finanziamento esterno delle aziende. In particolare, merita di essere sottolineato il ruolo svolto dalle grandi banche miste, Banca Commerciale e Credito Italiano in primo luogo, che fanno giungere all'industria consistenti flussi di denaro. Se questo è il quadro generale, almeno per le società per azioni dì maggiori dimensioni, l'Ansaldo rappresenta un'eccezione. Fino al 1903 lo sviluppo dell'Impresa si regge in larga misura su forze finanziarie esterne e sul sostegno che indirettamente fornisce lo Stato, con le anticipazioni sui pagamenti per i lavori commissionati. Le cose non cambiano con la costituzione della società anonima, ma quando l'Ansaldo, dopo il 1910, si impegna a pieno regime nella produzione di materiale bellico, queste soluzioni non bastano più. Perciò, nel 1914, i Perrone sono tra i principali sottoscrittori della Banca Italiana di Sconto.
Durante la prima guerra mondiale, l'Ansaldo si afferma come uno dei principali protagonisti della vita economica italiana, impegnata com'è a soddisfare le richieste di