Rassegna storica del Risorgimento
TUVERI GIOVANNI BATTISTA
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1991
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Libri e periodici
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inadeguato ai bisogni delle imprese. L'analisi della realtà fa maturare la convinzione che le misure di carattere finanziario adottate non siano ancora sufficienti. Nasce, quindi, nel 1933, l'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI), alla cui presidenza è chiamato Beneduce. L'Ansaldo passa sotto il controllo della sezione smobilizzi dell'Istituto e da allora inizia una nuova fase della sua esistenza.
L'Autore dedica particolare rilievo alla riorganizzazione della società negli anni 1934-1935, ad opera dei nuovi dirigenti di provenienza IRI, tra cui spicca la figura di Agostino Rocca, amministratore delegato dal 1935 al 1945. Essi insistono sugli aspetti di gestione complessiva dell'azienda, sulla necessità di razionalizzare gli uffici e di verificare la funzionalità delle strutture verticali interne all'impresa. Ma il problema più grosso è il risanamento della situazione finanziaria ed economica dell'impresa. Il passivo delle acciaierie ansaldine (più di 50 milioni di lire di perdite nel periodo 1923-1933), il loro invecchiamento, l'insufficiente manutenzione, la limitata autonomia tecnica degli stabilimenti, convincono i dirigenti a scorporarle dall'azienda nell'agosto del 1935. Un posto centrale viene dato alla fabbricazione di materiale bellico, specialmente durante la seconda guerra mondiale, dal momento che l'Ansaldo è l'unico produttore nazionale di carri armati, costruiti nello stabilimento Fossati di Genova Sestri Ponente.
Nel secondo dopoguerra, l'impresa affronta la competizione internazionale, dopo anni vissuti al riparo della protezione garantita dall'orientamento autarchico del fascismo. Si rendono, così, necessari un mutamento profondo di strategia economica ed allo stesso tempo l'abbandono di quella mentalità arsenalistica tipica del periodo bellico. L'attività principale dell'Ansaldo torna ad essere quella cantieristica, effettuata quasi per intero a Sestri.
Nell'ultima parte del volume, l'Autore si sofferma a considerare l'estraneità dell'Ansaldo ai positivi effetti del miracolo economico. Il problema dei cantieri navali, sostiene il Dona, sta nella produttività del lavoro e più in generale nell'efficienza complessiva degli impianti. Da un esame del fatturato dell'Ansaldo, si nota che la produzione navale rappresenta la voce prevalente, mentre si riduce a quantità minima la fabbricazione di materiale rotabile ferroviario. Cresce l'impegno dell'impresa nella costruzione di impianti industriali, cosi come cresce l'interesse per lo sviluppo dell'industria nucleare. Nonostante tutto, l'Ansaldo si avvierà a diventare, nei decenni successivi, una delle principali imprese italiane, che avrà un ruolo non secondario nella crescita del triangolo industriale e dell'infero assetto industriale del Paese.
La storia di un'azienda, ed in particolare di questa, poteva essere ricostruita solo attraverso una narrazione esaustiva della sua nascita, della sua crescita e della sua espansione. Merito del Doria è di aver focalizzato l'attenzione sui punti nodali della crescita aziendale, lasciando alla interazione fra essi il compito di ricomporre la storia aziendale.
VITTORIA FERRANDINO
M. SOFIA MESSANA VIROA, Bronte 1860. Il contesto interno e internazionale delta repressione; Caitan issetta-Roma, Salvatore Sciascia editore, 1989, in 8, pp. 296. L. 30.000.
L'ardente e temerario genovese, vicino nei momenti salienti dell'impresa siciliana a Garibaldi, ebbe in precedenza una vita ed esperienze difficili e dense di pericoli. È conosciuto, ricordato ed ancora oggi pesantemente esacrato per la repressione guidata a Bronte.