Rassegna storica del Risorgimento

TUVERI GIOVANNI BATTISTA
anno <1991>   pagina <235>
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Libri e periodici
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complessa. Quando si tratta di ferrovie, gli aspetti che si devono prendere in consi­derazione sono molti. Non mi pare si possa fare della buona storia ferroviaria in modo troppo settoriale, e dunque occorre occuparsi delle costruzioni ma anche, se non altro in prospettiva, dell'esercìzio, di urbanistica, di tecnologia senza trascurare ì rapporti con l'industrializzazione e le politiche governative .
Non crediamo davvero le considerazioni valgano da crìtica implicita ma sostanziale alle relazioni, tenute nel convegno, che, oggi negli Atti , appaiono attente ed informate e tali da fornire elementi utili alla storia ferroviaria prospettata da Guderzo. Le sue parole hanno delineato le necessità scientifiche per giungere, dopo le tante settoriali compiute,1) ad una ricerca globale su un settore di importanza crescente nel quadro economico nazionale e sul quale la politica ha esercitato condizionamenti sempre più forti.
Tracciando un consuntivo dei lavori, Lorenzetti ha espresso, con fondati motivi, la soddisfazione di essere riusciti a porre la questione di questa importante tematica storiografica con la speranza di avere fornito un contributo allo sviluppo dei futuri studi in proposito .
In chiusura sia consentito, senza nulla togliere all'interessante relazione di Mario Marcone sui collegamenti fra la Conca di Sulmona e i comprensori contigui dopo l'unifi­cazione, rilevare la mancanza di un contributo sulla ferrovia Roma-Tivoli-Avezzano-Sulmona, una linea, specie nei decenni di avvio del nostro secolo fino al secondo conflitto mondiale, essenziale nel suo ruolo di asse trasversale tra il Tirreno e l'Adriatico, tanto da contribuire, una volta raggiunto il mare, alla nascita di una grande città (Pescara).
VINCENZO G. PACIFICI
CALOGERO VALENTI, I vecchi cattolici in Sicilia 1870-75 (Documenti per servire alla storia della Sicilia, serie IV, voi. IX); Palermo, Società siciliana per la storia patria, 1989, in 8, pp. 262. S.p.
Assunsero la denominazione di vecchi cattolici i membri della Chiesa scismatica sorta in opposizione al Concilio Vaticano I e, principalmente, alla proclamazione del­l'infallibilità pontificia- Con il nome volevano testimoniare il rifiuto dei dogmi allora proclamati e la volontà di rimanere fedeli della Chiesa antica, quella dei primi otto concìli ecumenici. La costituzione della nuova comunità fu decisa a Monaco di Baviera nel settembre 1871.
Valenti intende dimostrare, invece, che la protesta contro le conclusioni del Vaticano I non rappresentava altro che l'epilogo di un travaglio riformistico, promosso e sostenuto dal giansenisti. Nel lavoro è ripercorsa la tradizione dell'antifallibilismo isolano, è ricordata l'adesione dei liberi pensatori e delle logge massoniche al Fanti-Concilio di Napoli, aperto il 9 dicembre 1869, e sono raccolte testimonianze sulla propaganda tenuta nell'isola dall'insegnamento del più autorevole teorico della libertà
i) Tra i molti artìcoli e saggi, apparsi in riviste specializzate, segnaliamo, per la sua particolare angolatura, quello di DANIELE JALLA, Perché mio padre era ferroviere. Una famiglia operaia torinese dei primi del Novecento, in Rivista di storia contemporanea, XX (1980), pp. 37-65.