Rassegna storica del Risorgimento
TUVERI GIOVANNI BATTISTA
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1991
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pagina
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239
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Libri e periodici
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conciliantista, sosteneva apertamente l'uscita dal Patto dei collettivisti e la loro franca adesione al Partito socialista; Felice Albani, perseguendo il proprio irrealistico e confuso progetto di federazione delle forze associazioniste e collettiviste, aveva fondato nell'aprile 1894 il Partito repubblicano socialista italiano; il 21 aprile 1895, infine, per iniziativa della consociazione repubblicana 'lombarda (p. 132) si svolgeva la riunione di fondazione del Partito repubblicano, alla quale apportavano seri contributi anche i romagnoli, i liguri e i toscani. A testimoniare significativamente il rinnovamento programmatico e ideologico del nuovo partito, rispetto alla confusione, se pur generosa, del passato, stava la mancata adesione ad esso di alcuni capi del mazzinianesimo intransigente, quali Luigi Minuti e Andrea Giannelli.
La maggioranza del movimento repubblicano abbandonava, così, il vecchio insur-rezionalismo e si apriva decisamente la strada all'azione parlamentare.
STEFANO PARISELLI
AMELIA PAPARAZZO, Italiani del Sud in America. Vita quotidiana, occupazione, lotte sindacali degli immigrati meridionali negli Stati Uniti (1880-1917); Milano, Franco Angeli, 1990, in 8, pp. 156. L. 24.000.
L'emergenza di un vasto spostamento di manodopera dai paesi del terzo mondo verso il mondo industrializzato è sotto gli occhi di tutti, e fa discutere. Anche in un paese come il nostro, di antica emigrazione ed abituato a convivere con culture provenienti da ogni angolo del mondo, le difficoltà ad assorbire il flusso migratorio sono evidenti.
Parallelamente la storiografia legata all'analisi dei fenomeni migratori vive una stagione felice: così ad una crescente domanda di approfondimenti, fa riscontro una vasta letteratura specifica.
Un contributo importante in tal senso è offerto dalla ricercatrice calabrese Amelia Paparazzo, già coautrice, assieme a Mario Alcaro, di Lotte contadine in Calabria 1943-1950 (Roma, Leriei, 1976), e autrice di I subalterni calabresi tra rimpianto e trasgressione. La Calabria dal brigantaggio post-unitario all'età giolittiana (Milano, Franco Angeli, 1984). Questa recente pubblicazione affronta un aspetto, del resto trascurato finora nel nostro paese, di particolare interesse: il rapporto tra manodopera immigrata e movimento operaio locale. Un tema, vale la pena di ribadirlo, nei cui confronti la storiografia italiana è purtroppo in ritardo, e dal quale non si può prescindere, se si vogliano comprendere le ragioni della discriminazione economica verso i lavoratori immigrati e dell'affiorare di comportamenti razzisti fra quelli indigeni.
In particolare la ricerca della Paparazzo ricostruisce il rapporto fra immigrati dal Mezzogiorno e movimento sindacale negli Stati Uniti fra il 1880 ed il 1917. È un caso molto significativo: innanzitutto per l'entità, davvero notevole, dell'immigra* zione dal Mezzogiorno d'Italia negli Stati Uniti in quegli anni; in secondo luogo per la scarsa omogeneità culturale, religiosa e di militanza politica dei due gruppi etnici; tast, but not the least, perché negli Stati Uniti la storia del movimento operaio si salda con la colonizzazione del lontano West, con la nascila e la fortuna dell'* American way of life e con una industrializzazione il cui carattere si veniva precisando proprio in quegli anni.
Sì tratta* come si vede, di un tentativo senz'altro ambizioso, dal momento che una ricostruzione di questo genere richiede non solo una puntigliosa analisi storica,