Rassegna storica del Risorgimento
TUVERI GIOVANNI BATTISTA
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1991
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Libri e periodici
al primo dopoguerra, e nelle pagine culturali, locali e pubblicitarie, rendendo con efficacia e con sobrietà le intenzioni, i propositi e le aspettative.
Gli storici e gli studiosi hanno dedicato una larghissima attenzione alle minoranze parlamentari ed extraparlamentari del periodo unitario mentre molto più circoscritto è stato l'interesse verso la maggioranza liberale nelle sue molte e complesse espressioni.
il lavoro sul giornale piacentino è da sottolineare anche per il favore dovuto a chi percorra la via dell'auspicato e desiderato bilanciamento delle ricerche sull'intero arco politico di quel periodo, davvero non privo di riflessi sulla situazione odierna.
VINCENZO G. PACIFICI
Geschichte und Geschichtwìssenschaft in der Kultur Italiens und Deutschlands. Wissen-schaftliches Kolloquium zum hundertjàhrigen Bestehen des Deutschen Historischen Jnstìtuts in Rom (24-25 Mai 1988) e Das Deutsche Historische Institut in Rom. 1888-1988, a cura di REINHARD ELZE e ARNOLD ESCH (Bibliothek des Deutschen Historischen Institut in Rom, 71 e 70); Tiibingen, Max Niemeyer, 1989 e 1990, in 8, pp. 276 e 294. S'.p.
Due interessanti volumi sono stati pubblicati per celebrare il .primo secolo di vita dell'Istituto Storico Germanico di Roma, un centro di autentica cultura impiantato nella capitale italiana per fare da supporto scientifico alla conoscenza dei solidi rapporti esistenti nel tempo tra le civiltà italiana e tedesca! Credo sia superfluo introdurre il breve discorso sui due testi con la sottolineatura della proficuità dell'istituzione e del ruolo da essa esercitato nello sviluppo della costruzione dell'Europa negli ultimi cent'anni.
Nato con il nome KSniglich Preussische Historische Station , l'Istituto è legato in origine al fervore di ricerche animato dall'intelligenza di Leone XIII e sviluppatosi attorno all'Archivio Segreto Vaticano, aperto nel 1880, una decina d'anni appunto prima della nascita dell'importante ente culturale germanico. In genere, le pubblicazioni celebrative ricalcano schemi stereotipati per ribadire in maniera più o meno trionfale tradizioni e meriti più o meno gloriosi; nel nostro caso, invece, i due libri costituiscono, per i contributi sostanziosi che vi sono accorpati, un punto di riferimento certo, sia per i bilanci severi che presentano sull'attività svolta, sia per i contenuti che si proiettano validamente nella crescita civile comunitaria, e si pongono, quindi, nella vita dell'istituzione come importante momento di passaggio a far da cerniera tra passato e futuro, per motivare e spiegare fatti e persone dei tempi addietro, ma pure per preparare al meglio possibile i tempi avvenire.
Geschichte und Geschichtswìssenschaft in der Kultur Italiens und Deutschlands è il titolo del primo dei due libri dei quali ci occupiamo: vi si pubblicano approfondimenti specifici ed atti di tavole rotonde sulla storia dell'Istituto e sulle influenze avute nello sviluppo della cultura italiana e tedesca negli ultimi cenno anni. Particolari risultati positivi si raggiungono in ordine all' Historismus ed ai rapporti di questo con il nostro storicismo, in riferimento alle intricate e complesse interrelazioni tra latinità e germanesimo, e non solo relativamente ai tempi medioevalì, in materia di contatti con gli studi storici vaticani dai tempi di Leone XIII in poi, e soprattutto in merito alle incidenze delle ricerche di storia nelle culture italiana e tedesca. A titolo esemplificativo, riandiamo per un istante ai tempi fascisti per vedere come siano influenti nell'evoluzione della politica e della civiltà i movimenti determinati dalle correnti storiche, che accostano o allontanano legami e confronti a seconda del vento che spira: ripensiamo ai rapporti tra romanità (11 termine allora sostituisce quello