Rassegna storica del Risorgimento

TUVERI GIOVANNI BATTISTA
anno <1991>   pagina <247>
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Libri e periodici
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formati, ingaggiò una lotta aperta contro l'anticlericalismo nel foglio quindicinale // buon senso, che diresse fino alla nomina a vescovo di Monopoli (1913) .>)
A quest'uomo di carattere adamantino e all'attività svolta dal periodico dalla fondazione (1902), è dedicata l'ampia e dettagliata ricerca di Antonio Fino, autore, ricordiamo, anni or sono di un assai ben riuscito lavoro su mons. Pietro Jorio, vescovo intransigente e papale in una diocesi, quella di Taranto, segnata dalle vicende risorgimentali e soggetta, sul finire del XIX secolo, a profonde trasformazioni economico-sociali.2)
// buon senso fu rileva Fino uno dei migliori e dei più. longevi giornali cattolici della regione pugliese e la considerazione positiva è convalidata dalla sotto­lineatura dei temi più frequentemente ricorrenti , quali quello dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa e quello della presenza della Chiesa nella società. Il giornale riba­disce cosi il rifiuto del legittimismo e sottolinea l'estraneità della Chiesa a presunte manovre internazionali, volle a provocare la disgregazione dello Stato, avviando un discorso senza equivoci sulla presenza e sul ruolo dei cattolici nella politica.
Questa idea del partito, inteso in un senso aggiornato con i tempi, è costante in tutti gli articoli del periodico, coraggioso nell'indicare una proposta meridionalistica e nel sostenere l'abbandono dell'astensionismo, controproducente e anacronistico. Fino nel* l'osservare che Monterisi colse perfettamente i contrasti tra l'antica mentalità di vil­laggio e quella che nasce con i processi di urbanizzazione, con la crescita del salariato agricolo e gli urti di classe , spiega ed illustra la definizione datagli da De Rosa di pastore moderno . La storiografia sul mondo cattolico è certamente ricca e talora sovrabbondante ma ancora piena di interessanti spunti. 11 lavoro di Fino rivela la ferti­lità del filone delle ricerche condotte in ambiti ignorati o poco conosciuti, come è questo dell'impegno civile dei sacerdoti, e il saggio recentissimo, ad esempio, di Simonetta Pirani sul materiale documentario della curia arcivescovile di Ancona, sottolinea, una volta di più, l'importanza degli archivi ecclesiastici, fonti indispensabili per la cono­scenza del movimento.3)
Anche senza voler esprimere giudizi di merito, ma quello sull'opera di Fino non può che essere largamente positivo, balza sempre più evidente la necessità di colmare il vuoto storiografico su tante figure, su tante fasi e su tanti passaggi dell'età liberale non studiati o finora esaminati in modo superficiale e indiretto. Se la lacuna sull'azione di Monterisi sacerdote nel campo della storia locale e soprattutto in quella del movi­mento cattolico, oggi, grazie a Fino, è stata colmata, ombre ancora grandi continuano ad esistere e a gravare sulla ricerca storiografica. L'osservazione dell'A. sulla mancanza di uno studio organico sull'uomo Sonnino e sulla sua opera rappresenta una delle più forti conferme del lungo cammino ancora da compiere nel campo generale e nel campo particolare in grado di offrire dati, utilissimi per la ricerca d'assieme.
VINCENZO G. PACIFICI
-) A. PZOLANTI, voce Monterisi, Nicola, in Enciclopedia Cattolica, voi. Vili, Città del Vaticano, 1952, col. 1367.
2) A. FINO, Società civile e riconquista cattolica in una diocesi del Sud tra Ottocento e Novecento, Lecce, Milella, 1983. Di qualche anno anteriore è il lavoro su un altro presule pugliese: K. DE SIMONE, Un vescovo del Sud: mons. Gennaro Trama a Lecce nel primo Novecento, 1902-1927, Bari, Ecumenica, 1978.
3} s. PIRANI, Un contributo alla ricerca delle fonti sul moviménto cattolico nella Diocesi di Ancona (1861-1919). Catalogo di documenti dal fondo della curia dell'Archivio storico diocesano di Ancona, in Studia Picena, -svol. 54 (1989), fase. I-II, pp. 175-143.