Rassegna storica del Risorgimento

TUVERI GIOVANNI BATTISTA
anno <1991>   pagina <248>
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Libri e periodici
ANNA LUCIA DENITTO, L'intervento statale e l'iniziativa privata nelle campagne meridionali. L'Istituto di Fondi Rustici dal 1905 al 1913; Galatina, Congedo Editore, 1989, in 8, PP. 314. S. p.
Nel corso dà questi anni si è mostrato un accentuato interesse verso quegli enti economici che hanno testimoniato di incarnare il ruolo dello Stato imprenditore, già nel cuore di quel periodo liberista che è l'età giolittiana, ed ascrivibile ad una linea di pensiero che fa capo a F. S. Nitti e ai suoi seguaci , Giuffrida, Beneduce, San­sone ecc. Non per niente sono meridionali perché il problema più acuto, quello della riscossa del Mezzogiorno, non si può affrontare senza un deciso intervento statale. Ma i tempi parliamo del 1905-1906 non erano ancora maturi per un Ente di valorizzazione economica, e Io strumento fu individuato in una società anonima, a capitale privato, che potesse godere di agevolazioni fiscali da parte dello Stato.
L'occasione prossima fu data dalla necessità delle tre banche d'emissione (Banca d'Italia, Banchi di Napoli e di Sicilia) di liberarsi di una serie di proprietà agricole sparse in tutta Italia, già ipotecate e pervenute a seguito dei fallimenti, con grossi problemi di gestione. Bonaldo Stringher scelse la Società Agricola Industriale Italiana, grossa immobiliare presieduta dal marchese abruzzese Raffaele Cappelli, costituita nel 1905 a carattere finanziario e speculativo, divenuta nel 1907 per l'occasione Istituto di Fondi Rustici .
Con una Convenzione la Società cominciò a gestire un variegato mondo agrario fatto di grandi tenute e piccolissimi appezzamenti, con l'espresso scopo di produrre utili e remunerare adeguatamente gli azionisti. A questo proposito si scontrarono le due anime della società, una delle quali faceva riferimento ad Antonio Sansone, che fu dal 1907 al 1910 responsabile della sezione meridionale dell'Istituto (amministrando circa 13.000 ettari) e nel biennio 1910-11 dell'intero istituto.
Nei primi anni [...] Sansone è convinto che una società capitalistica può essere l'agente principale del ricambio proprietario nelle regioni meridionali e che il Mezzogiorno costituisce l'ambiente ideale in cui l'Istituto può favorire la formazione della piccola proprietà, ma l'esperienza diretta dimostra che il problema è molto più complesso e che la sua soluzione richiede non solo interventi finanziari, quanto strumenti legislativi mirati ed incisivi (pp. 153-154).
In sostanza un deciso intervento statale, come avrà occasione di attuare quando sarà segretario generale dell'* Opera Nazionale Combattenti dal maggio 1919 al marzo 1923, era ancora prematuro, e prevalse l'altra anima della Società, che poneva il fine principale nei profitti annuali ampiamente remunerativi. Chiaramente le bonifiche richie­devano tempi lunghi e il profitto si manteneva esiguo, cosicché alla luce di questa sotterranea opposizione dei capitalisti della società va vista la rinuncia all'incarico da parte di Antonio Sansone e il suo ingresso nei ranghi dell'alta burocrazia ministeriale all'Agricoltura nel 1912, salutata da Nitti come una significativa inversione di tendenza: per la prima volta una brillante personalità approdava dal privato al pubblico e non viceversa. Partito lui si privilegiò il disimpegno nella gestione diretta delle aziende per evitare di affrontare defatiganti lotte sindacali, puntando allo smobilizzo delle terre non immediatamente redditizie e privilegiando forme di affitto e di frazionamento delle medie e grandi aziende, In questa direzione l'obiettivo principale è quello di una proficua intermediazione esclusivamente finalizzata all'operazione di compravendita, senza prendere in alcun, conto l'attività di trasformazione produttiva (pp. 226-227). Questa decisa inversione di tendenza motiva la scelta della De Nino di limitarsi al periodo 1905-1913; la Società sarà sciolta solo nel 1969, ma questo iniziale è il periodo più significativo: quello delle speranze per un decollo della realtà agraria italiana, soprattutto meridionale.
In allegato troviamo una ricca appendice documentaria con la riproduzione del