Rassegna storica del Risorgimento
TUVERI GIOVANNI BATTISTA
anno
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1991
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pagina
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250
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250 Libri e periodici
tale forma di lotta non può più essere trascurata. Il volo su Vienna di D'Annunzio, anche se dai contorni tìpicamente dannunziani, è un esempio di come oramai il nostro Esercito, impadronitosi brillantemente di tale arma, riesce a sfruttare la propaganda net migliore dei modi. La resistenza sul Gruppa e sul Piave, il compattamento del fronte interno, dopo gli sfaldamenti e gli scioperi del 1917 e le azioni efficaci verso il nemico, furono le premesse di Vittorio Veneto. E questo lo si dovette anche ad una efficace propaganda tra i nostri soldati dei motivi e finalità della guerra.
La seconda parte del volume è dedicata agli strumenti utilizzati a sostegno delle azioni di propaganda. Giustamente l'autore, in una nota, avverte che non è stato possibile riportare, per non vedere diluito, in una atomizzazione generalizzata, l'ampio campionario dei mezzi utilizzati. Vengono presentati quelli più significativi, quali le cartoline, i manifesti e le locandine, i giornali di trincea, i volantini, le fotografie e le cinematografìe ed infine gli opuscoli. Il lettore facilmente comprenderà come tali mezzi vengono descritti e presentati. L'autore tende a dare una idea generale di ognuno di essi, le sue finalità, il contesto in cui è stato prodotto e gli effetti che si desiderava ottenere. Un quadro, quindi, estremamente utile per comprendere l'essenza di; questi mezzi nello scenario dell'ultima guerra risorgimentale.
Questa parte è corredata, a sostegno, dalla presentazione iconografica. È una galleria interessante, in quanto attraverso la sua visione il lettore può immediatamente sperimentare su se stesso gli effetti di tali mezzi, misurando le proprie reazioni emotive. Giustamente nella prefazione viene sottolineato che il materiale iconografico è stato riprodotto con dovizia non perché funga quale belletto o complemento alla narrazione , ma per dare al lettore concrete testimonianze dei mezzi utilizzati.
La terza ed ultima parte è dedicata alle fonti. Anziché ricalcare la prassi accademica che vuole la citazione delle fonti a pie' pagina, l'autore ha preferito inserire questa parte autonomamente; in essa descrive minutamente la collocazione d'archivio del materiale utilizzato, che, per lo più, proviene dall'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito. Le citazioni sono riportate secondo il sistema in uso in detto Ufficio: la materia, la sigla del repertorio o del registro, il numero del raccoglitore ed, ove possibile, la busta. Questa parte è particolarmente utile anche per i giovani quadri dell'Esercito, che hanno in essa un preciso punto di riferimento nel contesto di uno dei mezzi di strategia indiretta.
L'opera di Della Volpe in questa ottica è valida. Essa mette un primo strumento a disposizione di chi vuole approfondire quella forma di guerra che è l'arma psicologica; inoltre, pur nel suo carattere divulgativo, sottolineato dalla splendida edizione tipografica, nel volume si può trovare la precisa indicazione del materiale giacente presso l'Ufficio Storico dell'Esercito. Un volume che ben si Inserisce nel contesto delle opere che l'Ufficio Storico mette a disposizione (coprendo un'area che l'editore commerciale non può prendere in considerazione) di chi, o per studio o per lavoro o per semplice amore del sapere, vuole scandagliare aspetti non di primo piano dei conflitti passati.
MASSIMO COLTRINARI
LUIGI PONZIANI, Due secoli di stampa periodica abruzzese e molisana', Teramo, Interlinea, 1990, in 8, pp. 260. L. 30.000.
L'opportunità di pubblicazioni, come questa curata da Luigi Ponziani, non è mai troppo sufficientemente lodata. Se, infatti, si vuole ricostruire il passato e si possiede la giusta nozione di fonte quale voce del passato , tanto più completa